Il Papa è andato in Africa questa settimana e ha pronunciato parole forti. Forse troppo forti! Non ho mai affrontato il tema religioso nel mio blog, anche se forse una bella riflessione fatta in Rete non sarebbe una brutta idea da parte mia. Voglio solo soffermarmi su quanto detto da Ratzinger e capire come la pensate, perché non so se sono io ad essere strano o se lo siano effettivamente certe frasi pronunciate. Benedetto XVI ha detto queste parole "L'epidemia di AIDS non si supera con la distribuzione dei preservativi, che anzi aumentano i problemi". Ha poi ribadito, per essere sicuro che tutti capissero come la pensa evidentemente, che "E' una tragedia che non si può superare con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi. Serve, invece, un comportamento umano morale e corretto ed una grande attenzione verso i malati. Bisogna soffrire con i sofferenti". Quest'ultima frase è degna del più grande populista sulla faccia della Terra, dato che non si capisce come un Papa possa soffrire insieme ai malati di AIDS, dato che non ha la possibilità nemmeno lontanamente di ammalarsi di questa sindrome bastarda. Io, però, sono sconcertato dalle frasi sui preservativi che PEGGIORANO la situazione, secondo Ratzinger. Come si fa a dire una cosa del genere? Finché la Chiesa Cattolica si limita a dire che il preservativo non si deve usare perché l'amore deve essere fatto per procreare può andar bene, anche se personalmente non concepisco nemmeno questo, ma da qui a dire che il preservativo in termini di prevenzione verso l'AIDS è inutile e peggiora le cose ce ne passa ed è, a mio avviso, scandaloso. Tutte le frasi dette dopo sulle cure gratis ai malati e sull'impegno della Chiesa verso i malati di AIDS perdono di significato dopo queste "sparate". Un Papa dicono che debba parlare di Cristo e del Vangelo, ma Cristo non hai mai parlato di "moralità sessuale" e nemmeno di "un rinnovamento spirituale del sesso". Gesù non ha mai detto che i sacerdoti non dovevano sposarsi, lui stesso è stato sposato secondo il Vangelo (poi reso apocrifo) di Maria Maddalena e lo stesso Pietro era sposato. Questa è storia e che male ci sarebbe a dire queste cose da parte della Chiesa Cattolica? Di che cosa hanno paura? Perché da decenni a questa parte la Fede sta prendendo una strada completamente opposta rispetto alla Religione nell'animo della gente? Forse perché le persone non riconoscono quest'ultima come portatrice di verità? Non tutto è Fede perché sennò la Religione non esisterebbe. Basterebbe dire dovete crederci e così è, punto. Se la Religione è nata è perché si è sentito il bisogno di portare una parola che spiegasse alle persone le cose comprensibili. Ma se queste cose comprensibili eludono la vera realtà come può aver senso la Religione? Come si può credere e seguire una persona, come Ratzinger, che è politica dalla testa ai piedi? Mi chiedo queste cose perché è la razionalità che è in me (e che esiste in ognuno di noi) che vuole una risposta a queste domande. Concludo dicendo che Stati religiosamente molto più liberi del nostro hanno preso posizioni forti e condivise in questi giorni contro le frasi pronunciate in Africa. La Francia, con il proprio Ministro degli Esteri Eric Chevallier, ha affermato "Grandissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi di Benedetto XVI. Se non spetta a noi dare un giudizio sulla dottrina della Chiesa, riteniamo che frasi del genere mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica e gli imperativi di protezione della vita umana". La Francia è sempre stata tra gli Stati più attivi nella lotta contro l'AIDS e di questo, a prescindere da come la si pensa, bisogna darne atto e dire che chi ha parlato l'ha fatto con cognizione di causa. Anche la Germania è intervenuta ufficialmente con il proprio Ministro della Sanità Ulla Schmidt che ha detto: "I preservativi hanno un ruolo fondamentale nella lotta all'AIDS: qualsiasi altro mezzo sarebbe irresponsabile. I preservativi salvano la vita sia in Europa, sia in qualsiasi altro continente". La Ministra della Salute Laurette Onkelinx in Belgio ha espresso costernazione per le frasi dette dal Papa e ha commentato: "Tali dichiarazioni fatte nel 21mo secolo, a dispetto delle raccomandazioni unanimi del mondo scientifico in materia, sono il riflesso di una visione dottrinaria pericolosa. Queste dichiarazioni potrebbero pregiudicare anni di prevenzione e sensibilizzazione e potrebbero mettere a rischio molte vite umane". In Olanda il Ministro Bert Koenders ha sibilato "Il Papa non ha contatto con la realtà. E' estremamente dannoso e molto grave che questo pontefice stia impedendo alla gente di proteggersi". In Spagna si è reagito poco con le parole ma molto con i fatti. Il Ministero della Salute si è limitato a comunicare che "I profilattici si sono dimostrati come una barriera efficiente contro il virus HIV, secondo gli studi di laboratorio" e ha inviato all'istante 1 Milione di preservativi in Africa per combattere la diffusione della malattia che sta colpendo 33 Milioni di persone in tutto il mondo, due terzi delle quali si trovano proprio nel Continente nero. Non mi dilungo a citare fonti provenienti dagli Stati Uniti per non annoiare ma la critica è sempre la stessa e forse ancor più aspra, dato che propongono addirittura "Un nuovo sistema di elezione di Vescovi e Papi, nel quale il popolo avesse una parola in più da dire". Insomma, se gli USA e quasi tutta Europa scendono in campo per denunciare questa "boutade africana" del Pontefice, evidentemente significa che si sono superati anche i limiti del buon senso. In politica e negli Stati seri esistono le scuse e le ritrattazioni. Forse il politico che sta in Vaticano dovrebbe prendere esempio qualche volta.
N.B.: Per una visione più ampia del tema qui trattato vi consiglio la lettura di questo post trattato dal mio amico blogger Il Giorgino.
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sabato 21 marzo 2009
lunedì 15 dicembre 2008
Viva la Ricerca Scientifica! Viva Telethon!
Le giornate televisive di Telethon sono state un successone e ieri sera alle 20 si sono raggiunti i 31 Milioni di euro di donazioni. E' stato bellissimo vedere la commozione dei conduttori e del pubblico presente in studio. Questa è una notizia bellissima in un Paese che molto spesso ci fa soffrire più che gioire. La crisi economica sta giungendo sempre più veloce nel nostro Paese, ogni giorno sono migliaia le persone che vengono licenziate o non confermate se precarie eppure gli italiani, ancora una volta direi, hanno dimostrato di essere migliori di tutto ciò che gli sta attorno. Questa è stata la risposta migliore a chi vuole tagliare i fondi alla Ricerca piuttosto che incentivarla come avviene normalmente in tutti i Paesi che si ritengono grandi. I soldi ottenuti da Telethon l'anno scorso hanno permesso di salvare 12 bambini ammalati di Morbo di Ada-Scid e hanno permesso di affrontare più velocemente una fase clinica che porterà nel mercato al più presto la cura per tutte le persone che soffrono di questa immunodeficienza congenita. La terapia genica è il presente ed il futuro della Ricerca Scientifica e quest'ultima deve essere finanziata per potere svolgere il suo ruolo, anche sociale, nel migliore dei modi. Spero nel mio piccolo di aver contribuito alla diffusione dell'iniziativa in questi giorni e vi invito a non fermarvi qui. Si può, infatti, continuare a donare tramite sms, telefono fisso e attraverso tutti i metodi elencati nel sito ufficiale di Telethon raggiungibile con un clic dal banner a fianco. Grazie veramente a tutti.
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sabato 22 novembre 2008
Le Proposte per cambiare l'Università!
Parlandovi dei punti chiave della legge 133 (vedi qui), vi avevo promesso che avrei parlato anche delle proposte che l'Ateneo di Padova metteva in gioco in un presunto tavolo di concertazione con il governo. Questo post cercherà di far luce su queste proposte, sperando che un giorno esse possano essere per lo meno ascoltate dal governo in carica. A parlare di questi punti importanti è stato il Professor Muraro (biografia), Ordinario di Scienza delle Finanze all'Università di Padova , ex Magnifico Rettore di tale Ateneo da novembre '93 fino all'ottobre '96 ed ex Presidente della Commissione Tecnica per la Finanza Pubblica (CTFP). Quest'ultima è stata nominata dal Ministro dell'Economia Padoa Schioppa (vedi qui e qui) nella scorsa legislatura ed è stata subito cancellata una volta che al Ministero è salito Tremonti. Come si può ben delineare leggendo il link, la CTFP è stata nominata con l'obiettivo di revisionare la spesa pubblica e, nel caso particolare dell'Università Italiana, lo scopo era quello di "spendere di più, ma spendere meglio". A questa commissione non si è dato il tempo di lavorare perché tutti conoscono la storia politica recente nel nostro Paese e, quindi, il Professor Muraro ha dovuto spiegare a noi studenti quali sarebbero dovuti essere gli obiettivi principali della CTFP in tema di Università. Obiettivi che sono più che mai di attualità considerando ciò che ha introdotto la legge 133 nel panorama universitario. Dal mio articolo precedente, avete potuto notare come sia stato calcolato che i tagli indiscriminati che la 133 porta con sé siano pari allo 0,83% della spesa corrente, più il taglio del turnover. Fondi che vengono sottratti alla già scarsa spesa, pari all'1% appena del PIL, che lo Stato dà alla Ricerca Italiana. Avete potuto leggere, invece, che il Trattato di Lisbona, revisionato dall'Italia ad inizio di questa Legislatura, prevede che alla Ricerca vengano assegnati fondi pubblici pari al 3,3% del PIL, ossia molto di più di ciò che viene effettivamente donato. Partendo da questi punti fondamentali cerco di introdurre al meglio i 5 obiettivi importanti che la CTFP si era data, che l'Ateneo di Padova tuttora appoggia in pieno dentro l'AQUIS e che potrebbero veramente cambiare in meglio l'Università Italiana. Il primo punto prevede di eliminare la cosiddetta Spesa Storica. Ognuno si deve prendere le proprie responsabilità, l'Università faccia l'Università e il Governo faccia il Governo. Questo significa che gli Atenei devono essere responsabilizzati in tema di Didattica, di Ricerca e di Assunzioni del personale ma nello stesso tempo il Governo deve impegnarsi a fornire i Fondi necessari con costante regolarità e a ridefinire gli Stipendi. In Italia, infatti, non esiste la meritocrazia e la qualità e nessuna delle due viene men che minimo premiata. Chi ora vuol farci credere che i tagli servono per eliminare gli sprechi, è stato colui che ha introdotto la Riforma Moratti del 3+2 che ha moltiplicato i Corsi di Laurea, spesso inutili, con costi pubblici che sono balzati in aria in modo incontrollabile. Tutti sapevano che potevano prendersi i finanziamenti statali, mediante il meccanismo della Spesa Storica, e allora perché non creare una nuova Laurea? Il secondo punto prevede di stilare una Programmazione decennale per l'Università e la Ricerca che deve essere rispettata. Anche qui vale la regola della responsabilità: io Governo ti dò tutti gli strumenti affinché tu Università possa raggiungere gli obiettivi programmati, ma tu Università devi raggiungere questi obiettivi nel periodo concordato con il Governo, sennò paghi. La terza proposta entra nell'ambito economico della faccenda proponendo la Trasparenza dei Bilanci degli Atenei e la Ridefinizione dei cosiddetti Vincoli. Questi vincoli, affinché possiate capire tutti, riguardano essenzialmente 1) le spese fisse per il personale che ogni Ateneo deve affrontare e 2) l'FFO, che avete capito essere il Fondo di Finanziamento Ordinario vitale per ogni Ateneo Pubblico, anche per il più virtuoso. L'FFO sta sempre più diminuendo nel tempo e di contrasto aumentano di molto le spese per il personale in alcune Università. Perché accade questo? Per il semplice motivo che non è prevista per legge una Trasparenza dei Bilanci degli Atenei. L'indebitamento attuale è sul 15% dell'FFO, ma esistono degli Atenei che spendono per il personale il 90% di questo Fondo Statale. In questa situazione non regolamentata i margini di manovra sono ridotti al minimo, la prima cosa che chi governa fa è ridurre i fondi a tutti così si taglia la testa al toro, non capendo che in questo modo non si risolvono i problemi (bensì si aggravano) e non si riescono a far progredire le Università migliori. Infatti, se il Fondo di Finanziamento Ordinario non viene più adeguato bensì tagliato, con la scusa non veritiera che la maggior parte di esso viene usato da TUTTI gli Atenei per mantenere il personale, si va alla deriva perché otteniamo che le Università migliori non ricevono più i fondi per colpa delle peggiori. Una Riforma seria deve individuare le Università "furbe" e far pagare solo quelle. Ciò lo si può fare con la Revisione dei Vincoli che è la naturale conseguenza della Trasparenza dei Bilanci. La quarta proposta riprende il problema della Spesa Storica visto nel primo punto e ne dà una soluzione che secondo me è innovativa. Perché non attuare anche per l'Università una sorta di Federalismo Meritocratico? Lo si può fare da domani mattina se si volesse. Una quota crescente di FFO, dice CTFP e AQUIS concorda, dovrebbe essere ripartito diversamente per ogni Ateneo secondo queste modalità: 1) un 30% deve essere dato o meno in base alla popolazione studentesca ponderata. Il termine "ponderata" è discriminante perché permette di valutare annualmente la popolazione studentesca contando chi entra come matricola e chi esce come laureato. Capite bene che se non esistesse la parola "ponderata" ciascuno potrebbe conteggiarsi i "suoi" studenti indipendentemente da quanti entrano, da quanti escono e facilmente quasi tutti otterrebbero valori numerici alti, soprattutto gli Atenei non virtuosi che mantengono per anni studenti fuori corso. 2) un secondo 30% deve essere assegnato o meno in base alla Ricerca prodotta da ciascun Ateneo. La Ricerca ovviamente è valutabile principalmente dal numero di pubblicazioni scritte in riviste scientifiche accreditate, che a loro volta hanno alle spalle persone capaci che valutano il prodotto prima di pubblicarlo e questo già accade. 3) Un successivo 30% deve essere destinato o meno in base alla Didattica svolta da ogni Ateneo. Questo punto è ancora oggi fonte di discussione perché è chiaro come sia necessario istituire per questa valutazione un indicatore di sorveglianza rigido, incorruttibile e trasparente. E qui io penso che la Rete potrebbe avere una parte non di poco conto, se si avessero rappresentanti parlamentari capaci. 4) il rimanente 10% deve essere donato o meno agli Atenei che sviluppano progetti speciali in termini misurati e misurabili come ad esempio il progetto Socrate-Erasmus, le Tesi all'Estero, le collaborazioni con Università straniere etc... Questi punti della quarta proposta oggettivamente possono migliorare di molto l'Università Italiana. Il quinto punto stilato dalla CTFP parla delle Borse Studio, argomento che vi avevo promesso nel precedente post. Attualmente le Borse Studio sono finanziate dalle Regioni e, per ovvi motivi, sono inadeguate al mantenimento dello studente che le riceve. La proposta è quella di introdurre un Fondo Nazionale per le Borse di Studio. Il Prof. Muraro dice che basterebbero 50 Milioni di Euro per risolvere molti degli attuali problemi presenti in quest'ambito e a me non pare una cifra che possa distruggere un Bilancio Statale. Perché agire su questo punto vi chiederete. La risposta sta nella parola "Competizione". Se allo studente bisognoso lo Stato dà i soldi per un mantenimento di vita decente, egli potrà scegliere l'Ateneo che più gli aggrada e che più soddisfa le sue ambizioni. Ecco quindi che ogni Università cercherà di far di tutto per richiamare a sé quello studente e nel Sistema si creerà una sorta di competizione benefica e sana destinata a premiare i migliori a discapito dei peggiori. Oggi, invece, lo studente bisognoso non riceve tanti soldi e quindi è costretto a ragionare al ribasso, mettendo i costi sopra all'ambizione personale e scegliendo quasi sempre Facoltà vicino casa che, nella maggio parte dei casi, gli permettano di fare il pendolare con più facilità. Da qui sono nate le miriadi di sedi staccate che sono un costo impressionante per lo Stato e che sono un suicidio intellettuale per gli studenti magari meritevoli. Dunque, da ciò capite che se si volesse cambiare veramente l'Università lo si potrebbe fare ascoltando chi di Università ne capisce.
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domenica 2 novembre 2008
I Punti chiave della Legge 133!
L'Ateneo di Padova, come peraltro tutti gli Atenei d'Italia, ha deciso di mobilitarsi per rendere noto il perché della protesta contro la legge 133 inserita in Finanziaria che reca disposizioni in materia di sviluppo economico, semplificazione, competitività, stabilizzazione della finanza pubblica e perequazione tributaria. Ovviamente alle Università interessa rendere noto la parte che le tocca in modo particolare per cui, essendo studente, tralascerò le parti che parlano d'altro. L'argomento è complesso (anche se è riassumibile in pochi punti cardine) ed è per questo che ho deciso di trattarlo in due articoli diversi che si susseguiranno nel tempo. In questo primo articolo penso sia giusto parlarvi delle legge in quanto tale, per dar modo a tutti voi di capire la situazione in maniera spero più chiara di quanto invece trapassa dalle TV. In un secondo articolo, invece, darò spazio alle proposte di miglioramento e/o cambiamento di questa legge, in modo tale da rendere noto a tutti che chi si sta mobilitando lo sta facendo per far sentire la propria voce e non perché è un fannullone che non ha voglia di fare nulla. Ci tengo a precisare già da ora due cose: la prima è che il movimento su scala nazionale non è assolutamente un movimento di parte politica. E' troppo semplice ricondurlo ad un antiberlusconismo che non esiste nella sua totalità e che è testimoniato da molti video presenti in Rete. Pare scomodo dire che i ragazzi di oggi si informano nei canali di informazione libera (vedi la Rete) ragionando con la propria testa, ma è così nella maggioranza dei casi. E' molto più semplice da parte della classe politica al potere ridurre il movimento ad una burletta di parte, ma sono convinto che tutti voi non ci siete cascati in questo tranello. La seconda cosa che vi voglio enunciare è che tutto ciò che vi dirò in questi post non sarà assolutamente una mia visione della situazione ma sarà la realtà dei fatti, testimoniata per altro da illustri docenti (farò nomi e cognomi) che ho avuto l'onore di sentire in alcune conferenze di questi giorni. Il curriculum vitae parla per loro e la loro trasparenza è legittimata dagli incarichi svolti in passato ed in corso di svolgimento nel presente. Fatte queste necessarie premesse, valutiamo i punti cardine di questa legge che non è una riforma, come peraltro riconosciuto seppur a fatica dagli artefici di questo "capolavoro". Innanzitutto sono da valutare i tagli alle Università. Sono convinto che molti di voi non ci stiano capendo nulla e credo, inoltre, che molti voci favorevoli a questa legge non sappiano bene come stia veramente la situazione in termini di tagli di risorse agli Atenei. In primo luogo bisogna fare riferimento al cosiddetto FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario). Esso non è altro che un finanziamento statale che annualmente tutti gli Atenei ricevono e, per questi ultimi, è una vera panacea dato che rappresenta più della metà delle loro capacità di sostentamento. Il Prof. Favotto (vedi qui), Ordinario di Economia Aziendale alla Facoltà di Economia di Padova (da anni la prima in Italia) e Presidente della Commissione Permanente "Programmazione" del CUN (vedi qui e qui) ci fornisce alcuni dati importanti. L'ammontare dell'FFO nel 2008 è di 6872 Milioni di euro e nel giro di tre anni arriverà a 6030 Milioni di euro con un taglio di 842 Milioni di euro. Stiamo parlando di un fondo che è vitale per le Università italiane. Se possibile, la situazione è peggiore per vari motivi. Innanzitutto, la campagna di propaganda becera che sta facendo l'attuale maggioranza. Essa, infatti, sostiene che l'FFO aumenterà nel 2009 (e che calerà solo dopo per eliminare gli sprechi) per cui non si capiscono le lamentele degli Atenei. Questo è il classico caso in cui sarebbe meglio star zitti piuttosto che sparare cavolate. E' vero, infatti, che nel 2009 l'FFO crescerà (6934 Milioni di euro) ma questo aumento, in primo luogo, è stato previsto dall'ultima Legge Finanziaria del Governo Prodi sulla quale la legge 133 non può agire, per cui non vedo quali meriti possono attribuirsi gli esponenti attuali del governo. La legge 133, infatti, entrerà in vigore (se approvata così com'è) solamente nel 2010. In secondo luogo, proprio per il motivo di cui sopra, il definanziamento risulterà ancora più aggravato degli 842 M di euro già scritti da me prima (da 6934 a 6030 sono 904 Milioni di euro i tagli in tre anni) per cui non vedo perché il governo debba tirarsi sui piedi una zappa del genere. Peraltro, andando in dettaglio, non è nemmeno accettabile che ci si senta rispondere che il taglio dell'FFO è eseguito per eliminare gli sprechi. Infatti, queste risorse tolte alle Università cioè al Sapere, non andranno impegnate nella riduzione delle tasse o, che ne so, nella realizzazione delle Infrastrutture, bensì verranno adoperate in un quantitativo approssimabile ai 440 Milioni di euro per Alitalia (e sapete tutti come sta andando la vicenda) e in un quantitativo prossimo ai 5 Milioni di euro per ripianare il buco statale creato dalla scomparsa dell'ICI (peraltro è una doppia truffa perché sapete che con il federalismo fiscale l'ICI cambia nome in "Tassa di Scopo" per cui la tassa rimane intatta). E' fuor di dubbio, dunque, che il Sistema Atenei è considerato la valvola di sfogo da parte dei governi che si succedono. Ho bisogno di soldi? Li prendo dalle Università, tanto non rompono mai le palle loro... Questo è il primo punto cardine (oppure il primo taglio cardine, vedete voi) della legge 133. Il secondo punto di scontro si riferisce sempre a tagli ed è il blocco del turn over al 20%. Cos'è il turn over? La parola sta per "ricambio" e rappresenta l'assunzione di un giovane Ricercatore al posto di un Professore che va in pensione. Questo serve per mantenere intatta la struttura di Didattica e di Ricerca di ogni singola Facoltà. Se si limita al 20% significa che per 5 Professori che vanno in pensione solo 1 nuovo Ricercatore viene assunto. Tutto questo, ovviamente, con buona pace della meritocrazia dato che quell'uno, molto probabilmente, dovrà avere "buone conoscenze" per entrare nel Sistema e con buona pace della Didattica/Ricerca. Gli altri 4 corsi, infatti, chi li sostiene? Quale studente riuscirà a laurearsi in tempo dato che prima aveva 5 Professori che potevano fargli fare la tesi e adesso ne resta solo uno? Chi le paga le tasse universitarie mentre fa la fila aspettando il suo turno per entrare in tesi? E' ovvio che questa misura non aiuta, o meglio aiuta solo in parte gli Atenei che vanno male perché permette loro di rientrare nel bilancio tagliando il personale. Dico "solo in parte" perché i soldi derivanti dal taglio del personale non potranno essere utilizzati ed investiti dagli Atenei (per miglioramenti, per nuovi edifici, per le borse studio...) ma dovranno essere dati allo Stato. In pratica lo Stato è padrone e deve fare cassa e la fa non tagliando gli sprechi della politica ma prendendosi tutti i soldi derivanti dai tagli alla scuola. E per fortuna che non si dovevano mettere le mani in tasca a nessun cittadino!!! Terzo punto cardine della legge 133 è la progressiva trasformazione delle Università in Fondazioni di Diritto Privato che avranno la titolarità del patrimonio. La legge cita che "le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione". La frase mi pare chiara ed esaustiva. Poi ovviamente il governo si affretta a dire che non è consentita in ogni caso la distribuzione di utili tra i soci, ma ci mancherebbe altro oserei dire. La legge è questa, per cui non ci vuole un giurista per capire che la trasformazione totale delle Università in Fondazioni è catastrofica per quello che l'Università rappresenta. E' il luogo del Sapere e delle Idee e non può diventare un mero distretto separato delle ditte, dove al suo interno si farà solo la Ricerca che comoda ai soci che la possiedono. Un Ingegnere Ricercatore si troverà a saper fare solo una determinata cosa e, se per sua disgrazia, un giorno dovesse essere licenziato non sarà in grado di fare nient'altro. Anche in questo caso ci sono proposte e ve le elencherò la prossima volta. La protesta dell'Ateneo di Padova, dunque, riguarda maggiormente questi punti (poi ci sarebbe da parlare delle Borse Studio ma preferisco inserirle nel prossimo post che credo vi interesserà molto) ed è una protesta legittima in quanto è tra gli Atenei più virtuosi in Italia e fa parte dell'AQUIS, ossia l'associazione degli Atenei più produttivi in Italia. Questa legge, dunque, prevede tagli per un 0.83% della spesa corrente (e sono tagli orizzontali ovvero indiscriminati) più il turn over e se si aggiunge tutto ciò al fatto che in Italia si spende per l'Istruzione e la Ricerca meno dell'1% del PIL (quando il Trattato di Lisbona ratificato dall'Italia ad inizio Legislatura prevede che ogni Stato fornisca alla Ricerca circa il 3,3% del PIL) si capisce come gli Studenti, i Ricercatori ed i Professori forse tutti i torti non li hanno quando protestano. Da 15 anni l'Università Italiana è ipofinanziata e questo Decreto Tremonti/Gelmini è la goccia che fa traboccare il vaso. Loro non molleranno mai, noi neppure!
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venerdì 20 giugno 2008
Un'opportunità in più per vincere il cancro!
Oggi voglio parlarvi di scoperte utili e recenti in materia di DNA e di Ricerca contro il Cancro. I lettori più attenti e i frequentatori più assidui di questo blog sapranno già di un mio articolo passato su questo tema (per chi non lo fosse leggete qui). In quell'occasione ebbi l'ardire di spiegarvi a grandissime linee come è fatto il DNA: ho parlato della sua struttura, dei suoi costituenti principali (geni) e di come esso è organizzato all'interno della cellula. Oggi, se vorrete, potremmo tutti assieme fare un passo in più nella scoperta del magico mondo della biologia molecolare. Immagino già che tutti siate a conoscenza (o per cultura propria o perché avete appena finito di leggere il mio post passato) che dal DNA si ottengono, dopo vari passaggi, le proteine. Questi passaggi in sintesi sono: dal DNA (che può replicarsi) si passa all'RNA mediante il processo di trascrizione e da quest'ultimo si giunge alla sintesi proteica mediante il processo di traduzione. Questo che vi ho elencato è chiamato in biologia molecolare "dogma centrale" ed è stato scoperto da Crick, in tutta la sua banalissima semplicità, solo nel 1956. Nel dettaglio, sono i geni che vengono trascritti nel nucleo cellulare ed è solo l'RNA che si forma (chiamato RNA messaggero) che viene tradotto in proteina. L'equazione è semplice: un gene, una proteina. Di proteine ne abbiamo a bizzeffe e non posso darvi un numero preciso poiché moltissime devono essere ancora scoperte dato che non si conosce il gene di partenza. Come detto in passato, qualche buon'anima di ricercatore ha ipotizzato che i geni potrebbero trovarsi all'interno del "cordone" di DNA in un numero prossimo ai 40.000. La cosa certa è che solo il 5% del genoma è formato da geni che codificano per proteine, per cui tutta questa cosa che vi ho detto e che probabilmente vi ha confuso le idee è valida solo per un misero 5% di "cordone" totale. E il restante 95% se non serve a nulla perché ce lo teniamo? Alla fin fine l'evoluzione esiste da che mondo è mondo per cui ci sarà un motivo se questo 95% è presente no? A queste domande stanno tentando di rispondere gli scienziati e io sono qua per comunicarvi che un misero passetto verso la risposta di alcune di queste domande è stato fatto in queste settimane. Difatti, un gruppo di Ricercatori dell'Università di Ferrara assieme ad amici statunitensi ha dimostrato che le cosiddette sequenze geniche non codificanti (ribadite spesso sequenze inutili dagli studiosi) sono importanti per l'omeostasi cellulare ossia per il corretto funzionamento della cellula. Un'alterazione della presenza di queste sequenze, infatti, è associata alla nascita di alcuni tipi di tumori. Ecco, dunque, che anche ciò che poteva sembrare inutile forse non lo è e questo è un bene sia per la Ricerca sia per future terapie anti-cancro. Nel primo caso, la scoperta di questi geni "ex inutili" mette in guardia tutti i medici e i Ricercatori mondiali affinché comincino a cercare i responsabili dei tumori non solo tra le sequenze codificanti ma anche tra quelle non codificanti. Nel secondo caso, questi geni "ex inutili" potranno essere usati a breve come bersagli molecolari per nuove terapie farmacologiche. Come sempre accade per la Ricerca Vera, c'è bisogno di tanta passione, di capacità e di soldi ed è per quest'ultimo motivo che i Ricercatori di Ferrara devono ringraziare vivamente l'AIRC che ha finanziato lo studio che vi ho esposto. Mi viene in mente una battuta del film "The Matrix" che potrebbe ben rappresentare questa nuova scoperta scientifica anche se nel film si riferiva a tutt'altro: "Io ti posso solo indicare la soglia, oltrepassarla sta solo a te...". Questo per me significa che adesso ci è stata mostrata la via giusta per battere il tumore, imboccare questa via innovativa e vincere sta solo a chi lavora e lavorerà in questo ambito scientifico bellissimo. Fidatevi di me: andate a scoprire gli organi di Ricerca italiani (anche i meno importanti mediaticamente), andate a conoscere chi ci lavora dentro e, se siete tra i pochi italiani fortunati ad arrivare sereni alla fine del mese, date il vostro contributo alla Ricerca Scientifica perché sono soldi ben spesi e potrete ricavarne un buon profitto pure voi. Grazie!
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sabato 12 gennaio 2008
"Bruciamo" gli Inceneritori!

Nel trattare le lacune di Napolitano nel suo discorso di inizio anno ho criticato la sua manchevolezza, nonché ignoranza, nel parlare del tema dei Rifiuti e degli Inceneritori. Involontariamente sono stato Profeta di Sventura dato cosa sta capitando in questi giorni (ormai settimane) a Napoli e in Campania. Vorrei entrare in dettaglio, nei limiti delle mie possibilità, su un tema che in questi giorni ho avuto modo di valutare, per rendervi partecipi di quella che è un ulteriore lacuna dei nostri rappresentanti politici e dell'informazione. Questo tema è quello degli Inceneritori, conosciuti con il nome beffardo e opportunistico di Termovalorizzatori. Questa parola è stata usata a valanga in questi giorni anche da chi, vedi Pecoraro Scanio Min. dell'Ambiente, fino a pochi mesi fa odiava questo termine. Parto da un punto fondamentale e cruciale: non abbiamo bisogno di Energia! Questo concetto tra noi giovani deve svilupparsi come un virus perché siamo la generazione che può salvare questo benedetto Paese. Molto spesso si associa il concetto di Energia con le prese di corrente, con i fili che ci entrano in casa.. L'Energia già oggi (con costi che decrescono di mese in mese) può essere AUTOPRODOTTA in casa da ciascuno di noi attraverso le risorse che lo stesso ambiente ci dona. Per fare un unico esempio esistono, e sono già usati in molti Paesi Nordici, dei pannelli solari e fotovoltaici che sono collegati direttamente a dei canalicoli, contenenti un fluido speciale che raggiunge i 150 °C quando batte il sole e 100°C quando il tempo è nuvoloso, che si sviluppano per l'intera casa arrivando ai termosifoni riscaldandoli, arrivando alle docce, ai rubinetti... Si può avere una casa calda e confortevole senza sprecare nulla di corrente elettrica. Dato per certo e assimilato questo concetto, torno sul tema Inceneritori. Essi non producono assolutamente Energia come ci vogliono far credere e in più sono nocivi e letali per la salute umana. Le cose BRUCIATE dentro ad un inceneritore, per semplificare la mia trattazione, sono essenzialmente fatte di carta, cartone e plastiche di vario genere. Sono tutti materiali ad alto potere calorifico e quindi favoriscono il buon funzionamento di un inceneritore ma sono pericolosissimi. Le plastiche chimicamente sono derivati di combustibili fossili (petrolio) e bruciarle equivale a bruciare questi derivati del carbonio dannosi per la salute. Carta e cartone, invece, vengono prodotti dal legno utilizzando un'enormità di acqua ed alberi trattati con flussi di energia impressionanti. Si stima che l'Energia sviluppata dal bruciare questi rifiuti sia, come minimo, la metà rispetto all'Energia consumata per produrre i materiali che poi vengono bruciati. Questa condizione è irreversibile perché più rifiuti si bruciano e più il rapporto tra Energia effettivamente prodotta ed Energia consumata aumenta a favore dello spreco energetico. Con questi due esempi si dimostra come gli Inceneritori siano una truffa sia dal punto di vista ENERGETICO che dal punto di vista ECONOMICO. Questa cosa l'hanno capita da subito i Petrolieri e gli Amministratori Delegati delle Società che gestiscono gli Inceneritori e infatti dal 1992 è stata creata appositamente una legge "ad petrolierem" che permette a loro di avere degli incentivi Statali, cioè nostri, dalla bolletta dell'Enel. Senza questa "leggina" gli Inceneritori sarebbero già morti da una vita, proprio perché gestire una struttura del genere è come gestire una Società che già in partenza si sa che avrà solo perdite. Avreste mai voglia voi di creare e gestire una Società che come prospettiva ha solo quella di limitare le perdite inevitabili e irreversibili? Bene nel '92, mentre si stava promulgando una legge che favoriva gli incentivi verso le Energie Rinnovabili, qualche buontempone finto rappresentante popolare ha inserito vicino alla scritta "Energie Rinnovabili" la parola "ED ASSIMILATE". Così facendo, ha trasferito una vagonata di MILA MILIARDI delle vecchie Lire ai Petrolieri per permettere il mantenimento in vita degli Inceneritori, i quali esistono ancora tutt'oggi perché li sovvenzioniamo involontariamente noi attraverso un 7% di ogni bolletta Enel che ci arriva a casa. Ecco che così diventano più chiari i passaggi precedenti e si chiude il cerchio, come si suol dire. L'informazione italiana queste cose non le dice perché sviano l'attenzione della gente su problemi meno concreti mandando in confusione tutti. Tutto ha una causa e una conseguenza nella vita, ma se chi dovrebbe far informazione non sviluppa le cause, poi non ci si può lamentare se la gente entra in confusione e non capisce cosa le accade tutti i giorni sotto il naso e il perché. Ora ho tentato di spiegarvi l'aspetto economico della truffa ma c'è da tornare sull'aspetto della salute. Ogni Inceneritore quando brucia i materiali citati sopra, chiamati dagli addetti ai lavori come biomasse per far credere alla gente che siano una cosa pulita, immette nell'atmosfera un quantitativo di fumi superiore in peso alla quantità di materiale bruciato e forma delle ceneri tossiche da smaltire. Mi spiego: si è stimato che per ogni chilo di materiale bruciato 1,2 kg va nell'aria sottoforma di nanoparticelle cancerogene (diossine, derivati del furano, metalli pesanti..) e 6 etti diventano cenere che deve essere stoccata in apposite discariche per non contaminare l'ambiente circostante (vedi il caso di Pianura nel napoletano). Le nanoparticelle non possono essere fermate e proprio per la loro dimensione e per le loro proprietà chimico-fisiche (sono sostanze lipofile e quindi chimicamente affini alle nostre cellule) entrano nei nostri tessuti provocando infiammazioni nelle migliori delle ipotesi e cancro molto spesso. Lo Stato e le Istituzioni secondo la Costituzione devono proteggere e salvaguardare la Salute Pubblica e non mi pare che sia questo il caso. Come minimo i responsabili di queste situazioni dovrebbero dimettersi e pagare i danni a tutti i cittadini e alle famiglie che subiscono quotidianamente, senza possibilità di repliche, questo stato di cose assurdo. Mi auguro che l'entrata in vigore della Class Action possa ridare un po' di Giustizia al popolo italiano, molto spesso deriso dalle grandi Lobbies e non rappresentato dalle Istituzioni!
P.S.: Paul Connet, Professore di Chimica Ambientale alla St Lawrence University di New York parla degli inceneritori e della strategia "Rifiuti Zero"!
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venerdì 14 dicembre 2007
E' partito Telethon. Sosteniamo la Ricerca!
Da stamattina è cominciata la maratona 2007 di Telethon. Di informazioni ne potrete avere a valanga sia sul sito (che appare anche cliccando sul banner da me preparato) sia in TV. Abbiamo tempo fino al 31 DICEMBRE per donare qualcosa alla Ricerca contro le Malattie Genetiche Rare e non solo. Credo molto in questo progetto che ha dato buonissimi risultati ogni anno ed è per questo che in queste settimane ho ribadito più volte l'importanza dell'iniziativa. Siccome la gente che segue TEO NEWS è per lo più giovane, ricordo a tutti voi che il metodo più semplice per donare è inviare un SMS al 48548. Inviando un SMS senza testo a questo numero doneremo 2 EURO. Dal sito sono comunque consultabili tutti i metodi di pagamento validi (telefonia fissa, carte di credito, banche, posta...). Grazie a tutti. Personalmente mi sento di ringraziare maggiormente Telethon assieme a tutte le persone che lavorano nella Ricerca perché è anche grazie a loro se i più deboli e i più sfortunati oggi hanno una possibilità in più per curarsi. Contribuiamo, contribuiamo, contribuiamo e oggi e sempre viva il motto: SOSTENIAMO LA RICERCA!
P.S.: Chi ha un blog o un sito personale, copi e incolli il codice del banner sottostante in modo tale da diffondere l'iniziativa anche attraverso la Rete. Grazie!
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domenica 2 dicembre 2007
Sosteniamo la Ricerca con Telethon!
Fra poco più di una settimana parte, come ogni anno, la campagna TELETHON a favore della Ricerca Italiana contro molte malattie ancora oggi incurabili, o poco curabili per la precisione. In particolare parlo delle malattie genetiche. Il genoma questo sconosciuto verrebbe da dire perché se ne sente parlare, ma non tutti hanno la fortuna, la voglia e le abilità per potersi addentrare nell' argomento e nello studio dell'argomento soprattutto. In particolare ne sentiamo parlare in molte fiction e in molte serie televisive dove si parla di medicina legale in sostanza. Ebbene, questo genoma conosciuto con il termine chimico di DNA, e citato in molteplici fonti, sembra ormai un qualcosa di radicato nel tessuto popolare ma forse poche persone sanno che quello umano è stato "letto" completamente solo nel 2000. Sì, solo sette anni fa gli scienziati di "Progetto Genoma" sono riusciti a leggere l'intero codice della vita umana. Ora penso sia inutile addentrarsi nei dettagli ma vi voglio solamente fornire alcune nozioni importanti, penso e spero possano servire per cultura personale: Il DNA (Acido Desossi-riboNucleico) è una mega "molecolona" costituita essenzialmente da 4 paia di Basi Azotate conosciute sotto il nome di A, T, C, G (Adenina, Timina, Citosina, Guanina) le quali si alternano tra loro in una sequenza di numero prossimo a 3 Miliardi e 200 Milioni (di coppie di basi) e lunga circa 2 metri. Questo "cordone", però, non è bello liscio e lungo ma è tutto aggrovigliato in quelli che possiamo considerare 46 gomitoli, ossia i nostri cromosomi. Capite bene, dunque, come sia stato difficile prendere questo cordone, "srotolarlo" e decodificarlo, cioè mettere una dietro l'altra queste tre miliardi e passa di lettere chimiche. Finito qui? Macchè! L'obiettivo della lettura è stato raggiunto certo ma qui ora entra in gioco un'altra parolina molto famosa che è GENE. I geni sono piccole porzioni di questo DNA, sono come dei segmenti ritagliati su questo cordone per ribadire l'esempio. Essi sono l'emblema della vita perché da loro, con opportuni meccanismi qui non descritti, vengono prodotte le proteine ossia i motori delle cellule. Molti geni sono noti (e di conseguenza è nota la proteina corrispondente) ma moltissimi altri non lo sono e c'è bisogno di un'intensa attività scientifica per raggiungere in futuro l'obbiettivo. Allo stato attuale dell'arte si pensa che i geni umani possano essere circa 40 mila ma se ne conoscono di sicuri e certi molti meno. La non conoscenza va di pari passo con la non curabilità di determinate Malattie Genetiche definite Rare. Malattie Genetiche perché alla base della patologia ci sono delle modificazioni varie ad uno o più geni e Rare perché poco presenti nella popolazione e, dunque, difficilmente studiabili dal punto di vista molecolare per cercare quelle modifiche e studiare una cura. La Maratona di Telethon da anni dà proficui risultati e l'anno scorso sono stati raccolti 30.740 Milioni di euro. L'obbiettivo per tutti deve essere superare questa cifra ed è per questo che ho deciso di creare questo banner (grazie all'aiuto prezioso dell'amico Caramon) che spero vorrete prelevare e inserire nei vostri blog o siti. Una cosa di cui sono sicuro è che gli Italiani per queste iniziative non sono secondi a nessuno e allora il motto è: Sosteniamo la Ricerca!
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