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sabato 5 dicembre 2009

NO BERLUSCONI DAY!!!!

Ben trovati a tutti! Oggi pomeriggio se riuscirò, e non posso promettere nulla, pubblicherò sul blog la diretta streaming del NO B DAY. Come tutti sapete la RAI ha deciso di non trasmettere in diretta l'evento ma non è un problema perché le armi dei blogger sono molto più avanzate di quello che queste persone pensano. Buon NO B DAY a tutti che siate a Roma o che siate a casa. Evviva la Rete, evviva i blogger, evviva i cittadini per bene italiani!

DIRETTA QUI

domenica 21 giugno 2009

Onore a chi muore per la Libertà in Iran!



Cosa contano i cittadini? Cosa conta la Piazza? Milioni di persone si stanno riversando nelle piazze iraniane, in particolare a Teheran, per protestare contro il Regime di Ahmadinejad che senza ombra di dubbio è artefice di brogli elettorali alle ultime elezioni politiche. Protestano e vengono uccisi perché denunciano un illecito da parte dello Stato. La CNN ci informa che allo stato attuale sono tredici le vittime tra i manifestanti, ma vedremo alla fine quanti morti conteremo. Cittadini caduti per mano della propria Polizia e del proprio Esercito, i quali hanno forse una colpa più grande dei mandanti del massacro: la colpa di dire sì! La colpa di non ribellarsi al Regime come hanno fatto e stanno facendo tuttora un buon numero di soldati iraniani. La colpa di non salvare la vita ai propri concittadini, bensì di procurare morte ai propri fratelli. Un Regime è poca cosa senza mandanti ma sarebbe nulla senza esecutori. La Rete, unico vero mezzo di informazione che in tempo reale mostra la realtà dei fatti, sta diventando anche il mezzo con cui molti giovani iraniani ci stanno mostrando la loro angoscia e ci stanno chiedendo a gran voce di appoggiarli... Di aiutarli! Molti video sono oscurati su YouTube, ma molti altri stanno uscendo e dobbiamo aiutare la diffusione di questi video perché è un modo per aiutare questa povera gente. La cosa peggiore per la libertà di un popolo è sempre stata l'indifferenza e la sottovalutazione. I Regimi del '900 ci hanno insegnato questo e ci hanno dimostrato limpidamente come l'agire per tempo, da parte di chi poteva farlo, avrebbe potuto provocare molti meno danni di quelli realmente fatti. Basta sottovalutazione, basta menefreghismo, basta indifferenza! La gente che scende in Piazza e rischia di morire ci sta chiedendo di aiutarli in qualche modo. Esaltiamo i valori di queste persone per fare in modo di poter rivalutare pure i nostri diritti, sia che si scenda in Piazza per rivendicarli sia che si resti a casa a contemplarli. La Rete ha già cominciato a sostenere queste persone, ci si aspetta ora un aiuto concreto in quella terra da chi ha potere per farlo.

N.B.: Per chi è sensibile invito a soprassedere su questo video. Ma è un dovere di qualsiasi persona libera mostrare questi video che ci arrivano da Teheran per non sottovalutare e restare nell'indifferenza. Ecco come un Regime vigliacco fa morire una persona libera!



Ecco le prime parole del Presidente degli USA Barack Obama:

The Iranian government must understand that the world is watching. We mourn each and every innocent life that is lost. We call on the Iranian government to stop all violent and unjust actions against its own people. The universal rights to assembly and free speech must be respected, and the United States stands with all who seek to exercise those rights.

As I said in Cairo, suppressing ideas never succeeds in making them go away. The Iranian people will ultimately judge the actions of their own government. If the Iranian government seeks the respect of the international community, it must respect the dignity of its own people and govern through consent, not coercion.

Martin Luther King once said - "The arc of the moral universe is long, but it bends toward justice." I believe that. The international community believes that. And right now, we are bearing witness to the Iranian peoples’ belief in that truth, and we will continue to bear witness.

Barack Obama

martedì 9 giugno 2009

Luigi de Magistris ringrazia la Rete! Forza!



Grazie a te Luigi. Due milioni e mezzo di persone non provengono tutte dalla Rete, ma è inevitabile che internet e la Rete che si è instaurata da un pò di tempo a questa parte in Italia hanno contribuito a questo grande successo. Ora è il momento del lavoro duro in Europa per dare una voce pulita a questo Paese.


N.B.: La Rete ha permesso anche di far entrare una trentina di cittadini come noi in trenta Comuni diversi. Direi un buonissimo risultato per coloro che avevano la possibilità di votare queste persone. Ora vedremo i risultati, ma sicuramente mi lascia ben sperare questa situazione sapendo ciò che sta accadendo a Treviso da quando un Consigliere Comunale, appartenente alle Liste Civiche appoggiate dal Blog di Grillo, ha cominciato a informatizzare il Comune e ad informare la gente. Avanti così!

sabato 9 maggio 2009

Il G8 all'Aquila con il risparmio che se ne va!

Come ben tutti sapete ormai, il G8 che si terrà fra pochi mesi in Italia sarà organizzato all'Aquila e non più all'isola sarda della Maddalena. Il Presidente del Consiglio nelle sue prime conferenze stampa dopo il terremoto ha annunciato questo spostamento di sede elencando tra le motivazioni quello della sobrietà in tempo di crisi. Notando, innanzitutto, che Berlusconi si ricorda che c'è una crisi grave solo quando gli fa comodo, mi spingo oltre e mi chiedo almeno due cose: 1) Come l'avranno presa i Sardi che hanno eletto Cappellacci non sicuramente per meriti ma per promesse fatte da Berlusconi in campagna elettorale, tra le quali spiccava il G8 alla Maddalena che avrebbe portato il loco una miriade di soldi? 2) Poni anche che l'abbiano presa bene per solidarietà, ma è proprio così vero che all'Aquila ci sarà quella sobrietà così tanto annunciata dal Premier? Io credo, rispondendo alla prima domanda, che i Sardi non l'abbiano presa benissimo dopo tutte le balle raccontate in campagna elettorale. Sono stati promessi soldi, vagonate di soldi, in una Regione "troppo malmessa dalla Sinistra e da Soru" ed il G8 era uno dei momenti in cui la Sardegna "doveva spiccare il volo" verso quella rinnovazione strutturale ed infrastrutturale che per troppo tempo era stata negata in nome di "un finto ambientalismo". Il risultato finale di tutte queste belle parole vi ricordate qual è stato? Cappellacci va a Roma da Berlusconi per chiedere spiegazioni dopo la decisione dello spostamento della sede all'Aquila e si sente dire da lui che è un miracolato perché se ha vinto è sicuramente grazie alla sua campagna elettorale. Meglio quindi che stia zitto e si goda per cinque anni questo posto di Presidente di Regione. Eventualmente si farà in Sardegna il G8 sull'Ambiente e che si accontenti pure. Considerazioni estremamente legittime, scherziamo, semmai è Cappellacci che deve vergognarsi a chiedere spiegazioni. Nemmeno fossero stati promessi milioni su milioni per la sua Regione. Non avrà mica creduto veramente a quello che si dice in campagna elettorale questo "ingenuotto"? Anche perché si sa, quando c'è da risparmiare c'è da risparmiare e guai a chi in tempo di crisi si permette di sperperare denaro pubblico. Ma è proprio così vero che si risparmieranno soldi per lo spostamento del G8? Certo che no, ovviamente, poiché nemmeno un centesimo resterà nelle casse statali. Questo lo si comincia ad intravedere andando a spulciare tra le carte, come giustamente ha fatto Repubblica in questo caso. Noi, fino a questo momento, dal Governo abbiamo saputo questa verità: tra la Maddalena e l'Aquila passerà un risparmio di soldi pubblici valutato in 200 milioni di euro da devolversi subito alla ricostruzione. Già otto di questi non ci sono più, però, come ci dimostra Repubblica e sono quelli forse più risparmiabili di tutti, se all'interno delle Istituzioni ci fossero persone con un minimo di conoscenza delle nuove tecnologie. Si tratta, come potrete leggere, di soldi investiti in TLC e fibra ottica per internet veloce. Avrete modo di vedere che dentro a questi soldi, che paghiamo noi con le nostre tasse, ci stanno pure un collegamento diretto Sassari-Roma di potenza pari a 10 Gigabit per secondo e un collegamento diretto tra l'isola di Santo Stefano e la nave da crociera Fantasia che avrebbe dovuto ospitare i delegati del G8. Voi mi direte vabbè il G8 non si fa più lì per cui i soldi sono salvaguardati. Purtroppo no, dato che queste opere o sono già state completate o comunque sono in fase di completamento e Telecom, committente del lavoro, ha deciso giustamente di finire le opere dato che è stata pagata per questo. Avremo dunque un collegamento sottomarino di 34 Mbit al secondo che non sarà mai sfruttato e avremo un collegamento tra Sassari e Roma che non sarà mai usato, se non in qualche occasione speciale che all'orizzonte non è individuabile. Non è finita qui, perché Telecom è committente pure per i lavori di adeguamento strutture all'Aquila e anche lì sarà pagata con soldi nostri. Dove sta il risparmio in tutto ciò? In un Paese serio con persone capaci nei posti governativi non si sarebbe mai proceduto a smembrare un terreno per inserirci dentro dei cavi per internet. Si sarebbero comprate al massimo due antenne del Wi-max (qui e qui) che coprono 50 km di raggio con un segnale radio che permette di avere una connessione in download pari a 70 Mbit al secondo, qualche modem per captare quel segnale ed il gioco sarebbe fatto prendendo tre piccioni con una fava. Da una parte i Congressisti avrebbero avuto il tanto sospirato internet, da una seconda parte lo Stato avrebbe risparmiato milioni di euro, da una terza parte le antenne Wi-max sarebbero state ferme lì ed utilizzabili per sempre dai cittadini sardi una volta finito il G8. Tutto questo si potrebbe fare oggi anche all'Aquila se solo si volesse risparmiare veramente perché la tecnologia è valida e disponibile, come sanno bene i cittadini friulani di Pordenone. Se invece ce se ne frega del risparmio di soldi pubblici dello Stato e si è solo interessati a vincere le prossime elezioni si vada avanti così. Verso la catastrofe, ma con ottimismo!

venerdì 10 aprile 2009

L'Abruzzo e l'Italia si meritano di meglio!

Ho voluto aspettare un po' di giorni prima di parlare di quanto accaduto all'Aquila e di quanto accaduto nei salotti buoni della politica e dell'informazione italiana in riferimento al terremoto. L'ho fatto perché pensavo che sarebbe stato inutile sfogare la mia rabbia qui, che sarebbe stato poco utile forse. Più passano i giorni, però, e più la rabbia aumenta in me accanto ad una rassegnazione molto forte. Penso agli abitanti di quella grande Regione che è l'Abruzzo e mi chiedo se sia possibile ancor'oggi assistere a queste scene in un luogo che ha subito troppo in questi ultimi decenni. La gente sta morendo e non per colpa di eventi fortuiti. Il terremoto è (forse) un evento fortuito, il fatto di non riuscire ad affrontarne uno non è assolutamente qualcosa di fortuito ma ha una radice di colpa molto profonda, principalmente nel mondo politico a mio avviso. Un giornalista libero di Rainews 24 l'altro giorno diceva che non è possibile riversare milioni e milioni di euro in Sicilia per un ponte sullo Stretto, i cui appalti hanno già dimostrato essere in mano alla mafia, e non dare un euro per la Regione Abruzzo che in questi anni è stata malmenata dalla sorte. Io concordo con questa analisi ma nel Paese di Pulcinella accade questo ed altro purtroppo. Accade che un Ricercatore, grazie ad un sistema creato dal suo gruppo, prevede un terremoto nel giro di poco tempo e non viene assolutamente ascoltato. Ora, io ammetto la mia ignoranza nel campo e affermo che non so da che parte stia la verità. So solo che questo Ricercatore ci ha preso e non penso sia solo questione di fortuna (o sfortuna). So solo che per aver fatto il suo lavoro onestamente si è preso prima dell'imbecille dal signor Bertolaso e poi una denuncia per Procurato Allarme. So solo che il signor Bertolaso non è solo a capo della Protezione Civile ma è anche Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ossia in mancanza di Berlusconi è quello che ha più poteri negli organi di governo di questo Paese, e non dovrebbe dire certe cose. C'è del marcio negli ultimi incarichi dati a Bertolaso, che non è nuovo a queste uscite di pessimo gusto. Dovrebbe chiedere scusa almeno al Ricercatore e invece continua a sostenere la sua tesi, anche dopo i molti morti che continuano a succedersi in queste giornate. La colpa di quanto accaduto in Abruzzo non è assolutamente imputabile ad una singola persona ma ciò che è sicuro è che una singola persona non può avere un numero d'incarichi che contemporaneamente si avvicinano alla decina. E' umano che almeno un paio di questi non li svolgi bene ed è umano anche dimettersi in Paesi diversi dall'Italia. Se non riesci a svolgere bene tutti i tuoi compiti ti dimetti, magari non hai colpe ma a qualcosa devi pur rinunciare. Il fatto è che in Abruzzo nessuno era ed è istruito per eseguire soccorsi immediati. Sappiamo di Regioni che saprebbero affrontare un evento dannoso e fortuito molto velocemente. Perché in Abruzzo no, nonostante le avvisaglie di questi ultimi mesi? Perché all'Abruzzo non sono stati dati finanziamenti per migliorare la sicurezza di tutti gli edifici, nonostante più voci li chiedessero da tempo? Spero per le famiglie delle vittime che possano avere il prima possibile risposte a queste e ad altre domande da parte degli organi competenti. In questo scenario di tristezza e rabbia s'inserisce "a fagiolo" il TG1, il telegiornale della rete maestra della TV pubblica italiana. Susanna Petruni è un nome da ricordare e per chi è informato dei fatti nostrani questo nome non è nuovo. Oltre al video scandaloso che propongo sotto, la signora Petruni è la stessa che da inviata ha tolto la voce a Berlusconi quando dava del Kapo a Schulz in Parlamento Europeo e ha inserito degli applausi fasulli sempre al solito Berlusconi durante un suo discorso all'ONU (gli applausi erano per Kofi Annan che aveva parlato ore prima). Se siamo in mano a queste persone come si può andare avanti? Penso a tutti quegli Abruzzesi davanti al televisore che per un minuto e mezzo si son dovuti beccare gli share televisivi delle varie dirette fatte dal TG sul luogo del disastro. Io non so più che dire. Propongo per il rispetto nostro e per il rispetto delle persone maltrattate con questa informazione l'abolizione del pagamento del Canone Rai. Senza soldi sono finiti e sinceramente non se ne vede l'ora perché stanno raggiungendo livelli scandalosi e assurdi. Voglio dare il mio più sincero augurio di Buona Pasqua a tutte le persone che soffrono in Abruzzo e a voi che leggete questo blog. Spingiamo noi della Rete affinché i problemi di questo Paese si risolvano perché qualche periodo di Pasqua l'Italia se lo meriterebbe.



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Cancelliamo il Canone Rai

domenica 29 marzo 2009

Ristabilire la verità dei fatti è un dovere!

Ho deciso di ristabilire la verità dopo tre giorni di menzogne, piaggerie e cazzate varie che hanno impregnato il Congresso del Pdl. Aver ascoltato ogni singola parola detta a quel Congresso è equivalso ad ingoiare un'intera torta dei classici babà napoletani intrisi però di uno sciroppo avvelenato. Un Congresso che ha sancito l'unica e indiscussa leadership di Berlusconi e che ha decretato la scomparsa totale della moralità politica, semmai ne avesse avuta una, di Gianfranco Fini e il definitivo assoggettamento politico di Umberto Bossi, sempre presente in prima fila. Ho deciso di farlo a mio modo con la Rete. Non mi stancherò mai di affermare che in internet la verità non si può nascondere. La Rete è il presente per gli Stati che se lo possono permettere e sarà il futuro per gli altri, sperando che fra questi possa entrare l'Italia il prima possibile. Non esiste e non esisterà nessun Levi, nessun Cassinelli, nessun D'Alia, nessuna Carlucci e nessun altro che possa fermarci. La Rete è e resterà libera dalle mani di questo malaffare politico che imperversa da destra e da sinistra e che fa ribrezzo a tutte le democrazie europee e non, come dimostrano i loro giornali quando parlano del nostro Paese. Sotto di voi ci sono 4 video che tra satira, tristezza per le parole espresse ed informazione hanno tutti un comune minimo denominatore: la Verità! Non a caso scritta con la V maiuscola come a rivestirsi di più importanza o come un Vaffanculo che esce spontaneo dal cuore per questa gente che fa solo i propri giochi sporchi, non rappresentando più nessuno. Io mi auguro che spendiate un quarto d'ora di una delle vostre prossime giornate per guardare questi video e riflettere. Non smettete mai di usare la vostra testa anche se tentano tutti i giorni di togliervela attraverso stupidate televisive ad hoc. Evviva la Rete ed evviva i blogger. Uniti siamo più forti!







sabato 14 febbraio 2009

Internet libero in Stato libero!

Molto spesso parlando di politica ci concentriamo sui grossi partiti e su quello che ormai ne è restato di questi ultimi. L'Italia però non è mai banale nella sua classe dirigente, anche nei partiti meno votati, ed è in grado di vomitare sempre nuove figure allarmanti. Mi riferisco all'UDC e a questo Sen. D'Alia che spunta fuori dal mucchio così all'improvviso. Ormai tutti sanno che l'UDC non è il Partito di Casini, che peraltro ha in casa Caltagirone per cui non uno stinco di santo, ma è il Partito di Cuffaro Salvatore, ex Presidente della Regione Sicilia e condannato in primo grado a 5 anni di reclusione per favoreggiamento semplice a Cosa Nostra più interdizione perpetua dai pubblici uffici nel processo delle "talpe" alla Dda di Palermo, è pure il Partito di Cesa Lorenzo: latitante per 2 giorni nel 1993 e poi consegnatosi spontaneamente ai magistrati per scontare un periodo d'incarcerazione e condannato in primo grado nel 2001 a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata, sentenza poi annullata in secondo grado non perché il fatto non sussisteva ma perché il Tribunale dei Ministri non poteva sostenere il ruolo accusatorio e doveva passare la palla al Gip di Roma che dichiarava gli atti "inutilizzabili" e disponeva il "non luogo a procedere". Nel frattempo, a forza di passare la palla da un posto all'altro, il reato decadeva in Prescrizione grazie ai cambiamenti della legislazione attuati dal secondo Governo Berlusconi. Non contento, Cesa nel 2006 si ritrova nuovamente indagato dalla Procura di Catanzaro per truffa e associazione per delinquere nell'inchiesta "Poseidone" di De Magistris, poi insabbiata insieme alle altre come sappiamo dalla cronaca recente. Ci fermiamo qui? Manco per sogno! E' il Partito di Naro Giuseppe, condannato con sentenza penale passata in giudicato a 6 mesi di reclusione per abuso d'ufficio nel processo per l'acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici alla cifra (modica) di 800 milioni di lire. E' il Partito di Vito Bonsignore che per meriti ora è al Parlamento Europeo e che nel 1992 ha ricevuto in Piazza Montecitorio una mazzetta di un centinaio di milioni di lire, dentro ad una scatola di cioccolatini, da parte di Zamorani, ex amministratore delegato della Metropolis (Ferrovie dello Stato). Bonsignore, peraltro, era già stato condannato in via definitiva a 2 anni per tentata corruzione in un altro processo che riguardava l'appalto dell'ospedale di Asti. Per non farsi mancare niente, ora l'eurodeputato è indagato a Milano per l'Affare Antonveneta a causa dei suoi rapporti amichevoli con il banchiere Gianpiero Fiorani. Ecco, questo è il Partito dell'UDC! Da questo OGM è fuoriuscito D'Alia che evidentemente si sentiva poco considerato dai suoi vicini di banco al Parlamento. Il Sen. suddetto ha proposto un emendamento, già passato al Senato, ad un disegno di legge del Min. Brunetta che prevede la possibilità, da parte del Ministro dell'Interno (Maroni), di oscurare internet in Italia. Oscurare internet significa blogs, significa Youtube, significa Facebook e significa tutti quei siti che commettono istigazione a delinquere o APOLOGIA di reato o che nei commenti abbiano parole riconducibili a tale reato. Nel video che pubblico, D'Alia è spudorato e non si vergogna assolutamente di nulla di quello che dice quando incalzato dal giornalista de "l'Espresso" Gilioli. Vi invito a guardarlo ed ascoltarlo attentamente, ma nel frattempo vi faccio qualche esempio. Chiunque di voi sia lettore di questo blog e abbia a sua volta un blog che fa delle denunce sa che ci si può imbattere in Rete con persone che non la pensano nello stesso modo o che fanno apposta ad andarti contro. Se passa l'emendamento pure alla Camera accade che, se queste persone si limitano a dissentire tranquillamente è tutto ok, se invece usano parole volgari (apologia di reato magari nei confronti del web master) per dissentire dall'articolo, il blog coinvolto è punibile con la chiusura. Finché tutto ciò riguarda i blog "piccoli", che hanno un web master che può controllare tutti i commenti e cancellare eventualmente i non consoni, ce la si può pure fare a resistere e lo si fa già, ma chi ha un blog grande e non riesce a leggere tutti i commenti come fa? Le opzioni sono due: o si filtrano i commenti e allora passeranno solo quelli comodi al proprietario, chiunque esso sia, oppure nella maggior parte dei casi non si filtreranno e si assisterà all'assedio di tutti quei falchi, quei faccendieri, quei servizi deviati che si divertono ad entrare anonimamente nei blog per scrivere di tutto e di più al fine di far chiudere apposta quello spazio di libertà. Personalmente a me è capitato molte volte di entrare da Grillo, da Travaglio, da Piero Ricca, da Di Pietro, da Mastella (a suo tempo era divertentissimo) e trovare commenti poco consoni, che offendono e che istigano a delinquere ma è la libertà della Rete. E pure per Facebook e Youtube vale la stessa cosa: tutti i gruppi e i video che inneggiano alla Mafia sono da condannare, ma vogliamo oscurare un intero portale solo per degli imbecilli? E se questi imbecilli fossero mandati ad arte dentro a specifici blog o portali? Si manda la polizia ad arte in certe piazze dove ci sono ragazzi delle superiori che manifestano, vuoi che non si riesca a mandare qualche furbo dentro ai blog e ai portali? Non si potrà mai bloccare l'ignoranza e la stupidità di alcuni soggetti, ma li si può sicuramente ignorare ed emarginare usando la testa e ragionando. Invece qui ci vogliono togliere pure la possibilità di ragionare. Voglio ricordare, inoltre, al Sen. D'Alia che esiste già il reato di offesa ed il reato penale di istigazione a delinquere punibili entrambi dalla Magistratura. A cosa serve, dunque, questo emendamento? Perché lo promuove lei questo emendamento, Signor Senatore, che non sappiamo chi sia e non lo fa promuovere, ad esempio, a Casini? Vuole forse farci pensare che, a causa della sua poca fama, ha tentato di far passare sotto silenzio il provvedimento come ha fatto Ricardo Levi a suo tempo? Come mai lo promuove lei che fa parte di questo UDC ricco di persone con la fedina penale sporca? Lo fa perché così si evitano di creare gruppi in Facebook a favore di Cuffaro o Cesa (che buonanima che sarebbe) o la fa perché forse ha capito che al di fuori delle televisioni sappiamo veramente chi sono i suoi vicini di scranno e ha paura che li denunciamo liberamente nei nostri spazi in internet? Che ne dice di fare un passo indietro come l'ha fatto il mandante Levi quando è stato beccato spudoratamente dalla Rete con le mani nella marmellata? E' ancora in tempo, mi creda, sennò rischia nel breve termine di dover promuovere un emendamento a favore della sicurezza dei Parlamentari perché la gente non ne può veramente più di voi.

P.S.: A tal proposito ho creato in Facebook un gruppo Teo News Blog, raggiungibile cliccando qui e raggiungibile cliccando il link a destra e in alto nella sezione "Contattami". Uniti siamo più forti e non facciamoci fermare mai. Iscrivetevi!! Grazie.

sabato 27 dicembre 2008

La Rete vi seppellirà e il cambiamento arriverà!

Chi mi conosce sa che ogni tanto mi scappa la frase "Te l'avevo detto io", peraltro in uno slancio di autostima che non mi è quasi mai proprio nel quotidiano. Questo post vuole rappresentare un "Ve l'avevo detto io" che non è una sorta di celebrazione personale, ma è soltanto la constatazione di una previsione che so già che si rivelerà azzeccata nel nostro Paese e che è già realtà in un altro grande Paese. Mi sto referendo all'informazione su internet. Chi di voi "bazzica" in Rete, avrà notato in qualche trafiletto nascosto di qualche pagina internet dei quotidiani più famosi in Italia che il 2008 negli Stati Uniti è stato l'anno in cui, per la primissima volta, l'informazione raccolta e appresa in internet dai cittadini ha superato la carta stampata. "La Repubblica" ha mantenuto nella sua home la notizia per poche ore, mentre sono stati più benevoli il "Corriere" e "Rai News 24" e c'è da star contenti. Questa e questa sono le fonti più importanti ma, tanto per stare in tema, potete trovarne anche di migliori in una marea di blog, anche semplici come questo. Sarà stato il fenomeno Obama a rivitalizzare la Rete, sarà stato ciò che volete ma questo è quanto. Non ricordo nemmeno il numero degli articoli da me scritti in cui vi ho invitati a spegnere TV e a smetterla di leggere bugie per concentrarvi sulla Rete. C'è poco da fare, questo per me è il futuro per l'Italia e mi conforta sapere che è il presente per gli Stati Uniti d'America, che da sempre tirano la volata per i nostri cambiamenti. Personalmente credo che lo stile di vita di un italiano abbia poco, se non nulla, da invidiare allo stile di vita americano. Ma sta di fatto che, dopo l'elezione di Obama, questo è nel breve periodo il secondo motivo di invidia che il nostro popolo dovrebbe avere nei confronti dei cittadini statunitensi. Il problema è che molto spesso noi prendiamo gli stili di vita cattivi e le mode sbagliate da quel popolo, invece di prelevare il meglio. Il Presidente Eletto degli USA Barack Obama prende telecamera e microfono e registra un messaggio video di auguri per il Natale, subito messo in Rete su YouTube per rendere disponibile a tutti l'ascolto nel tempo. Lo stesso Obama ha vinto le elezioni grazie alla Rete, fonte non solo di campagna elettorale per gli spot e le promesse ma soprattutto fonte vitale per i finanziamenti che da essa sono giunti copiosi nelle tasche dello staff democratico. Da noi, abbiamo un Presidente che si vanta, ridendo, di sapere a mala pena come sia fatto un computer e che internet per lui è "un'argomento che non affronto perché non so nemmeno da dove partire ed è un mezzo che non conosco", frase testimoniata dal video pubblicato. Forse qualcuno glielo sta spiegando cos'è la Rete, dato che tenta quotidianamente di fregarci con piccole leggi messe qui e là per limitare la libera espressione nei blog e nei siti d'informazione. Comunque è Natale e non voglio essere cattivo per cui mi fermo qui. Poco tempo fa, ho scritto un post intitolato "A quando il cambiamento in Italia?" individuando già da subito comportamenti fastidiosi e differenze sostanziali tra chi ci governa e ci rappresenta in Italia e chi negli USA faceva man bassa di voti elettorali, stravincendo e portando con sé un vento di ottimismo e di cambiamento insperati fino a pochi mesi prima. Quel titolo potrebbe essere preso in toto ora, in riferimento alla situazione attuale italiana sulle possibilità di accesso alla Rete da parte di noi cittadini e sulla conseguente informazione che da internet e con internet i cittadini italiani potrebbero avere (e fortunatamente alcuni di noi già ce l'hanno) da subito. Change we need!