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mercoledì 8 settembre 2010

Due anni dopo il primo V-Day....

Due anni fa, oggi, a Bologna si svolgeva il primo V-Day. Sono state raccolte in quell'occasione 350.000 firme per una legge popolare che prevedeva (e prevede): 1) Ritorno al voto di preferenza con possibilità per il cittadino di scegliersi il proprio rappresentante 2) Due legislature per i parlamentari e poi basta 3) Non possibilità di candidarsi per chi ha una condanna in Cassazione. Dopo due anni la situazione politica italiana è davanti agli occhi di tutti ed è oggettivamente chiara. Dove sono finite quelle firme? Cosa aspetta l'attuale Presidente del Senato Schifani a calendarizzare la legge Parlamento Pulito?

martedì 9 febbraio 2010

In Veneto ognuno può votare per se stesso! MoVimento 5 Stelle!



Fra poco più di un mese si terranno le elezioni regionali ed in Veneto, che è la mia Regione, si candida David Borrelli per il MoVimento 5 Stelle legato al Blog di Beppe Grillo. Come già detto da me in precedenti articoli, questo MoVimento non ha l'obiettivo di vincere le elezioni ma si candida per poter entrare, almeno con un suo rappresentante, in Consiglio Regionale. E' una svolta epocale nella politica italiana a livello nazionale, non solo perché per la prima volta si candidano cittadini incensurati non schierati e non appartenenti a partiti politici ma anche perché l'entrata di un singolo cittadino candidato porterebbe in Consiglio Regionale la Rete. Questa è una svolta epocale, perché per la prima volta in Italia si cambia il modo di vedere la politica e il modo di concepire il voto. Il rappresentante che viene eletto, infatti, sarà obbligato a confrontarsi e a prendere le decisioni con la Rete di persone che sono fuori e che sono interessate alla propria Regione. Ecco quindi che in tutte le Regioni in cui il MoVimento 5 Stelle si presenta, i cittadini per la prima volta avranno la possibilità di votare una persona che rappresenta un network e che rappresenta noi stessi. Per la prima volta possiamo decidere se entrare nel nostro Consiglio Regionale e fare proposte per il nostro futuro. Sì, perché iscrivendosi gratuitamente al MoVimento attraverso il Blog di Grillo ogni cittadino potrà votare le proposte per la propria Regione in Rete e quindi sarà come essere all'interno del Consiglio Regionale, sarà come autovotarsi. Questo è veramente un cambiamento straordinario e fino a che i partitocrati non capiranno cosa sta succedendo, movimenti di cittadini come questo sono destinati nel tempo a raccogliere sempre più consensi. Ripeto, l'obiettivo non è vincere ora e magari nemmeno alle prossime elezioni, ma il MoVimento 5 Stelle è un virus che è entrato nel sangue della politica e fino a che i partitocrati non assumeranno l'antivirale esso sarà destinato a moltiplicarsi e a conquistare tutto.

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venerdì 29 gennaio 2010

FIRMA DAY MoVimento! Change we need!



Amici Veneti, Lombardi, Piemontesi, Campani, Emiliani e Romagnoli Sabato 30 e Domenica 31 Gennaio abbiamo la possibilità di dare un segno forte di democrazia. Il MoVimento a 5 stelle appoggiato dal Blog di Beppe Grillo si candida in queste 4 Regioni italiane e ha bisogno delle nostre firme per poter partecipare alle elezioni che si terranno fra pochi mesi. Io firmerò e con me tante persone che pensano che un futuro diverso e migliore sia possibile a partire dai nostri Comuni e dalle nostre Regioni. Lo faremo perché abbiamo capito che la politica deve ritornare in mano ai cittadini: persone normali, intelligenti, innovative ed incensurate. L'obiettivo attuale del MoVimento non è quello di vincere perché le risorse sono poche e gli avversari sono molti (e potenti). Lo scopo è quello di inserire almeno una persona nel Consiglio Regionale perché se entra un cittadino del MoVimento entra un network. La Rete ha generato questo MoVimento e sarà la Rete che decreterà il successo o meno dello stesso: cittadini responsabili si candidano per rappresentarci e la Rete sarà il luogo di ritrovo e di confronto tra noi e loro. Ecco perché una persona all'interno del Consiglio Regionale può sconvolgere tutto il meccanismo partitocratico esistente in Italia. Una firma non è vincolante per il voto ma permetterà solamente a questi "volontari della politica" di partecipare alle elezioni. E' un segno forte di democrazia partecipativa ed è un ulteriore sforzo che noi cittadini dobbiamo fare per avere la possibilità di essere rappresentati. Ai grossi Partiti non solo non è richiesto di raccogliere firme per presentarsi alle elezioni, ma ad essi spettano pure enormi finanziamenti pubblici che sono totalmente negati ai movimenti cittadini e alle liste civiche. Questo significa che ogni cittadino elettore con le proprie tasse non solo finanzia il partito opposto a quello di suo interesse ma riempie di soldi tutto il sistema partitocratico che da anni in Italia non rappresenta più nessuno. Sabato 30 e Domenica 31 Gennaio alzatevi dal divano, uscite a passeggiare un pò per il vostro Paese o la vostra città e quando incontrate un banchetto con scritto MoVimento a 5 Stelle fermatevi e gratuitamente cambiate il vostro futuro con una firma. Change we need!

N.B.: Qui potete trovare dove saranno presenti i banchetti per le firme nella vostra Regione!


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sabato 5 dicembre 2009

NO BERLUSCONI DAY!!!!

Ben trovati a tutti! Oggi pomeriggio se riuscirò, e non posso promettere nulla, pubblicherò sul blog la diretta streaming del NO B DAY. Come tutti sapete la RAI ha deciso di non trasmettere in diretta l'evento ma non è un problema perché le armi dei blogger sono molto più avanzate di quello che queste persone pensano. Buon NO B DAY a tutti che siate a Roma o che siate a casa. Evviva la Rete, evviva i blogger, evviva i cittadini per bene italiani!

DIRETTA QUI

venerdì 2 ottobre 2009

La mafiocrazia è quasi compiuta!

Oggi abbiamo avuto la prova che il Lodo Alfano serve solo per Berlusconi dato che Fini ha rinunciato al Lodo in un processo che avrebbe dovuto vederlo come imputato per diffamazione nei confronti del PM Woodcock. La querela è stata ritirata, ma al Presidente della Camera va il merito di aver smascherato ancora una volta l'attuale Premier. Sempre oggi è passato l'infamante scudo fiscale che renderà impuniti tutti i ladri e i mafiosi di questo territorio italico. Io penso che stiamo arrivando alla conclusione di quello che da tempo sospettavo essere uno dei motivi principali della discesa in campo di Silvio Berlusconi: il ponte sullo Stretto sarà l'ultimo debito che questo signore dovrà pagare alla mafia per avergli permesso di essere chi è. Lo scudo prima ed il ponte poi saranno le ciliegine che da quasi trent'anni Berlusconi aspettava di mettere sulla sua torta. Ce la sta facendo anche a causa del poco potere dell'opposizione e di Di Pietro in particolare, che è l'opposizione vera. Berlusconi fa il Lodo e ne usufruisce, Berlusconi fa lo scudo fiscale e ne usufruiranno lui ed i suoi amici, Berlusconi va a puttane, Berlusconi usa gli aerei di Stato per i propri festini, Berlusconi non risponde alle domande, Berlusconi mente, Berlusconi querela ma non può essere querelato, Berlusconi possiede tre TV, l'80% dell'editoria nazionale e tiene sotto scacco la TV pubblica, Berlusconi forse non lo sa ma è Presidente del Consiglio dei Ministri di quella che era l'ottava potenza al mondo. E' gossip o è politica tutto ciò? In quale Paese una sola di queste vicende che avesse coinvolto un Premier non avrebbe comportato le dimissioni immediate dello stesso? Credo sia il caso di svegliarci!

giovedì 23 luglio 2009

De Magistris eletto Presidente Commissione Bilancio Europea!



Luigi de Magistris ha raggiunto un altro record: non solo è l'uomo diventato parlamentare europeo con più preferenze in assoluto ma è anche colui che è stato nominato Presidente della Commissione Bilancio Europea. Dopo tutto quello che ha passato mi sento di augurargli il meglio e confido nel suo operato. Creerà particolari grattacapi a molti, credo, considerando che da Magistrato le sue indagini (poi avocate) si occupavano proprio di illeciti politico-mafioso-imprenditoriali commessi anche grazie ai fondi europei che in Italia, più che nel resto d'Europa, cadevano (e cadono) a pioggia. Un passo grande verso un rinnovamento della politica che mi auguro possa coinvolgere nel breve tempo possibile anche l'Italia, a partire da Comuni e Regioni. Più ci oscurano e più vinciamo le nostre battaglie per cui che continuino pure ad ignorare la Rete con il suo grande potere e alla fine faremo i conti.

P.S.: Se su venti voti del sondaggio, quindici dicono che il rifiuto del PD di iscrivere fra le sue liste Beppe Grillo ha una causa nella grande paura di perdere, forse non sono l'unico a pensare che c'è molto che non va in quel Partito. Abituati a perdere come sono, avrebbero potuto farlo pure per un'altra volta e forse sarebbe stata la cosa migliore.

lunedì 13 luglio 2009

Beppe Grillo: una voce fuori dal coro!

Beppe Grillo ha annunciato la sua candidatura alla segreteria del Partito Democratico dal suo blog. Fassino e soci continuano a lamentarsi pur non sapendo in realtà di aver trovato il vero leader. Difatti, per un partito che fa ridere come attualmente è il PD, quale miglior leader se non un comico?
Ho deciso di aprire un sondaggio per sapere come la pensate sul fatto che i vertici del PD stanno negando con tutte le loro forze la candidatura di Grillo come segretario. Il voto è anonimo per cui non abbiate timore di votare in massa e nemmeno di scegliere la risposta più scomoda.

domenica 21 giugno 2009

Onore a chi muore per la Libertà in Iran!



Cosa contano i cittadini? Cosa conta la Piazza? Milioni di persone si stanno riversando nelle piazze iraniane, in particolare a Teheran, per protestare contro il Regime di Ahmadinejad che senza ombra di dubbio è artefice di brogli elettorali alle ultime elezioni politiche. Protestano e vengono uccisi perché denunciano un illecito da parte dello Stato. La CNN ci informa che allo stato attuale sono tredici le vittime tra i manifestanti, ma vedremo alla fine quanti morti conteremo. Cittadini caduti per mano della propria Polizia e del proprio Esercito, i quali hanno forse una colpa più grande dei mandanti del massacro: la colpa di dire sì! La colpa di non ribellarsi al Regime come hanno fatto e stanno facendo tuttora un buon numero di soldati iraniani. La colpa di non salvare la vita ai propri concittadini, bensì di procurare morte ai propri fratelli. Un Regime è poca cosa senza mandanti ma sarebbe nulla senza esecutori. La Rete, unico vero mezzo di informazione che in tempo reale mostra la realtà dei fatti, sta diventando anche il mezzo con cui molti giovani iraniani ci stanno mostrando la loro angoscia e ci stanno chiedendo a gran voce di appoggiarli... Di aiutarli! Molti video sono oscurati su YouTube, ma molti altri stanno uscendo e dobbiamo aiutare la diffusione di questi video perché è un modo per aiutare questa povera gente. La cosa peggiore per la libertà di un popolo è sempre stata l'indifferenza e la sottovalutazione. I Regimi del '900 ci hanno insegnato questo e ci hanno dimostrato limpidamente come l'agire per tempo, da parte di chi poteva farlo, avrebbe potuto provocare molti meno danni di quelli realmente fatti. Basta sottovalutazione, basta menefreghismo, basta indifferenza! La gente che scende in Piazza e rischia di morire ci sta chiedendo di aiutarli in qualche modo. Esaltiamo i valori di queste persone per fare in modo di poter rivalutare pure i nostri diritti, sia che si scenda in Piazza per rivendicarli sia che si resti a casa a contemplarli. La Rete ha già cominciato a sostenere queste persone, ci si aspetta ora un aiuto concreto in quella terra da chi ha potere per farlo.

N.B.: Per chi è sensibile invito a soprassedere su questo video. Ma è un dovere di qualsiasi persona libera mostrare questi video che ci arrivano da Teheran per non sottovalutare e restare nell'indifferenza. Ecco come un Regime vigliacco fa morire una persona libera!



Ecco le prime parole del Presidente degli USA Barack Obama:

The Iranian government must understand that the world is watching. We mourn each and every innocent life that is lost. We call on the Iranian government to stop all violent and unjust actions against its own people. The universal rights to assembly and free speech must be respected, and the United States stands with all who seek to exercise those rights.

As I said in Cairo, suppressing ideas never succeeds in making them go away. The Iranian people will ultimately judge the actions of their own government. If the Iranian government seeks the respect of the international community, it must respect the dignity of its own people and govern through consent, not coercion.

Martin Luther King once said - "The arc of the moral universe is long, but it bends toward justice." I believe that. The international community believes that. And right now, we are bearing witness to the Iranian peoples’ belief in that truth, and we will continue to bear witness.

Barack Obama

martedì 9 giugno 2009

Luigi de Magistris ringrazia la Rete! Forza!



Grazie a te Luigi. Due milioni e mezzo di persone non provengono tutte dalla Rete, ma è inevitabile che internet e la Rete che si è instaurata da un pò di tempo a questa parte in Italia hanno contribuito a questo grande successo. Ora è il momento del lavoro duro in Europa per dare una voce pulita a questo Paese.


N.B.: La Rete ha permesso anche di far entrare una trentina di cittadini come noi in trenta Comuni diversi. Direi un buonissimo risultato per coloro che avevano la possibilità di votare queste persone. Ora vedremo i risultati, ma sicuramente mi lascia ben sperare questa situazione sapendo ciò che sta accadendo a Treviso da quando un Consigliere Comunale, appartenente alle Liste Civiche appoggiate dal Blog di Grillo, ha cominciato a informatizzare il Comune e ad informare la gente. Avanti così!

venerdì 5 giugno 2009

La speranza è sempre l'ultima a morire...!

Torno ora da Padova dove, ad inizio settimana, sono stato testimone di una delle più belle cose che mai mi sarei aspettato di vivere. Parlo dell'incontro con i cittadini da parte della Lista Civica "Padova a 5 stelle" sostenuta dal Blog di Beppe Grillo. La settimana scorsa, girovagando un po' per internet, ho visto che il primo di giugno ci sarebbe stato questo evento con la presenza di Grillo e ho deciso, insieme ad amici, di andarci. Io non sono padovano, ma mi trovo praticamente tutta settimana a vivere tra le vie di Padova come studente universitario. Devo ammettere che la mia era più una curiosità di vedere come questi cittadini si organizzavano e gestivano l'evento, dato che non ho per ovvi motivi l'interesse di seguire un comizio in funzione di un voto in quella provincia. Mai e giuro mai mi sarei aspettato una cosa del genere. Piazza dei Signori già alle 19.30 di sera era stracolma di gente pronta ad offrire qualche soldo per questa Lista Civica, a sentire qual era il programma, a sostenere i candidati, a dare la propria firma per entrare a far parte di alcuni Meet Up presenti in città. Tutto questo senza uno stralcio di pubblicità da giornali locali, senza un mezzo servizio video da parte delle televisioni locali. Solo la Rete! Solo internet ha fatto riempire quella Piazza di gente comune: di tanti giovani come di pensionati, di padri di famiglia con i bambini sulle spalle come di casalinghe affacciate alla finestra. Una cosa fantastica e lo dico perché, sempre in quella Piazza, ho avuto modo di imbattermi in uno dei comizi finali del Partito Democratico per le elezioni politiche appena passate. Quella volta c'era Veltroni ed era al culmine della sua popolarità (per quanto mai rilevante) ma la piazza non era così piena come stavolta. E la distinzione risulta ai miei occhi ancor più nitida tenendo conto che a quel tempo i media nazionali seguivano giorno per giorno la campagna elettorale di Veltroni. Le liste civiche, invece, non se le fila nessuno. Ho sentito le immancabili invettive di Beppe, ma ho sentito anche molte cose nuove che non scorgo in nessuna figura politica italiana. Ad esempio le idee che questi cittadini hanno dell'Acqua pubblica, le idee che hanno di Mobilità, non intesa come costruzione di nuove strade per muoversi ma concepita come miglioramento delle tecnologie informatiche per evitare di muoversi inutilmente, le idee sull'Ambiente, le idee sulla Connettività da dare liberamente e gratuitamente a tutti i cittadini, le idee sullo Sviluppo della città. E a fianco a Beppe non ho visto gente in giacca e cravatta che prendeva in mano il microfono e aizzava la folla parlando di giudici, di veline e di complotti ma ho visto gente tranquilla che esponeva idee. Ho visto quattro o cinque ingegneri, un paio di informatici, due architetti, un commercialista, un Ricercatore universitario ed una mitica imprenditrice agricola che si definiva contadina e che ha deciso di scendere in campo con un bagaglio di conoscenze sull'Ambiente che pochi altri Dottorati hanno. Le idee queste sconosciute mi vien da dire. Esse sono sopite in questo Paese perché vogliono tenerle narcotizzate i politici ed i media. Io pensavo che non ci fossero più idee in questa Italia ed invece Lunedì ho avuto la prova di quanto potente sia il Regime partitocratico e mediatico perché non mi fa mai sentire le persone che espongono idee, bensì quelli che sparano cazzate. Ho deciso di inserirvi alcuni video perché guardiate cosa può fare la Rete. C'è pure il video di questa settimana della rubrica "Grillo 168" in cui potete vedere Grillo in cima al palco allestito a Padova. Io sfortunatamente non ho la possibilità di votare queste persone nel mio Comune ma so che a girare per questo blog siete in tanti e da tutta Italia. Se avete la fortuna di avere cittadini così nel vostro Comune votateli perché sono fantastici e sono e saranno il cambiamento solo se noi saremo il cambiamento. Lo si può fare da domani pomeriggio mettendo una croce nel simbolo delle "Liste Civiche a 5 Stelle". Ognuno sia il leader di se stesso e scelga se veramente vuol cambiare la propria città con un atto di vera democrazia dal basso. Evviva la Rete, evviva i cittadini con l'elmetto!







mercoledì 20 maggio 2009

Consigli per l'unico vero voto utile alle Europee!

Fra poco inizierà la campagna elettorale per le elezioni europee. Ormai l'Italia vive in perenne campagna elettorale e le parole contano sempre molto di più dei fatti. Noi italiani, a quanto pare, vogliamo solo le parole perché non reagiamo più per i fatti. Forse siamo scossi dalle bufale, dagli eventi fasulli, dalle frasi fatte ma non da ciò che nel reale è veramente importante per la vita di ognuno di noi. Io con questo blog voglio tentare di essere diverso dalla massa che ci viene propinata alla TV e spero che chi passa di qui ogni tanto si accorga di questa diversità e faccia tesoro delle cose importanti che vengono qui trasmesse e, perché no, dette. Ecco perché anche in questo post voglio mostrarvi un video che in TV forse non vedrete mai, ma che è molto importante perché introduce nel dettaglio quelle che sono le liste dei candidati dei Partiti alle Europee. Io questa volta, a differenza di quasi due anni fa, non ho bisogno di seguire nemmeno un minuto di campagna elettorale perché so già cosa si dirà (il solito) ed ho già le idee molto chiare sul chi votare, dato che almeno questa volta ci graziano e ci concedono pietosamente la possibilità di esprimere la preferenza. Probabilmente alcuni di voi non hanno la mente così lucida e forse alcuni di voi se ne fregano del tutto di queste elezioni (non a torto devo dire) ed è per questo motivo che ho deciso di pubblicare questo video. Non sono qui a dirvi cosa dovete fare, chi dovete votare e se vale la pena o meno di seguire la campagna elettorale. Sono qui per dirvi di guardare e sentire attentamente questo video da subito e soprattutto prima che cominci la campagna elettorale perché è molto importante. Poi decidete voi del vostro voto e del vostro destino ma intanto seguite questo video e fatevi un'idea di qual è la verità in riferimento ai vari candidati dei Partiti più importanti che si presentano alle elezioni europee. Buona visione!

venerdì 15 maggio 2009

Pittime per un Parlamento Pulito!

Io al primo V-Day c'ero ed ero ben contento di esserci. Sembrava ieri ed invece sono passati due anni. In due anni si possono fare molte cose nella vita, come nella politica. Si può ad esempio fissare una data per discutere di una Legge Popolare per un Parlamento Pulito in Commissione Affari Costituzionali, non mi sembra difficile. Ancor più lo si può fare se da due anni a questa parte il Parlamento è stato impegnato a legiferare solo per il "Lodo Alfano" e per la legge "Salva Rete 4". Capisco che il Lodo Consolo è alle porte e che la maggior parte del tempo dei Parlamentari è impiegato per scrivere i discorsi da fare per i prossimi, imminenti ed infiniti Voti di Fiducia ma un pochino di tempo lo si trova volendo. Gli italiani sono dei burattini in mano al potere e lo sappiamo, ma c'è chi questi fili vuole toglierseli di dosso e farsi sentire. Migliaia e migliaia di cittadini l'8 Settembre 2007 sono scesi in 240 Piazze Italiane per firmare una legge popolare per "Un Parlamento Pulito". Di queste firme, 350.000 sono state autenticate e vidimate e ricordo a tutti che ne bastano 50.000 per una Legge di iniziativa Popolare, cioè un settimo di quelle raccolte. Queste firme hanno persone fisiche alle spalle, tra cui il sottoscritto, che vogliono risposte da parte degli Organi Competenti sui tre punti proposti: 1) No a Parlamentari Condannati! Attualmente abbiamo 18 condannati in via definitiva in Parlamento più un'ottantina tra imputati in primo grado, secondo grado, patteggiati e prescritti. Ai tempi del V-Day erano 24 i condannati definitivi per cui un minuscolo miglioramento c'è stato, ma vogliamo completare l'opera. 2) Due Legislature Parlamentari! Attualmente risiedono in Parlamento dei Deputati e Senatori che festeggiano i trenta, quarant'anni di onorato servizio ("fancazzismo"). Basta! E' ora di volti nuovi, i quali siano comunque soggetti a mandati limitati come previsto da questa proposta di legge. 3) Elezione diretta del candidato mediante ripristino delle preferenze! Attualmente, su mille Parlamentari (già il numero più grande in Europa e forse al Mondo) ne esistono 6 o 7 che hanno deciso le sorti di tutti gli altri, perché per le Elezioni Politiche non è previsto che gli elettori indichino una preferenza. Sono i famosi Segretari o Presidenti di Partito che hanno compilato le liste dei candidati nel segreto della loro stanzetta e ci hanno messo chi cavolo volevano. Una democrazia si definisce compiuta se dà all'elettore-cittadino la possibilità di indicare un proprio rappresentante quando chiamato ad esprimere un voto per il rinnovo del Parlamento. Se all'elettore si toglie questo diritto non si è più in democrazia, ma si è in qualche altro tipo di Regime. Questi sono i punti della Legge Popolare "Parlamento Pulito" e forse, proprio perché sono questi, non si vogliono discutere in Commissione. Beppe Grillo, primo firmatario della legge ed organizzatore del V-Day, si è trasformato in "Pittima" per essere risarcito di un debito di democrazia contratto dal Parlamento Italiano. Ogni cittadino, firmatario o non a suo tempo, può diventare Pittima e rompere le scatole a chi di dovere in Rete e anche nel territorio. Si può partire, ad esempio, scrivendo qualche commento sul blog del Sen. Carlo Vizzini (clicca qui), Presidente della Commissione Affari Costituzionali che dovrebbe discutere della Legge Popolare. Vediamo che ci risponde! Uniti siamo più forti!



domenica 29 marzo 2009

Ristabilire la verità dei fatti è un dovere!

Ho deciso di ristabilire la verità dopo tre giorni di menzogne, piaggerie e cazzate varie che hanno impregnato il Congresso del Pdl. Aver ascoltato ogni singola parola detta a quel Congresso è equivalso ad ingoiare un'intera torta dei classici babà napoletani intrisi però di uno sciroppo avvelenato. Un Congresso che ha sancito l'unica e indiscussa leadership di Berlusconi e che ha decretato la scomparsa totale della moralità politica, semmai ne avesse avuta una, di Gianfranco Fini e il definitivo assoggettamento politico di Umberto Bossi, sempre presente in prima fila. Ho deciso di farlo a mio modo con la Rete. Non mi stancherò mai di affermare che in internet la verità non si può nascondere. La Rete è il presente per gli Stati che se lo possono permettere e sarà il futuro per gli altri, sperando che fra questi possa entrare l'Italia il prima possibile. Non esiste e non esisterà nessun Levi, nessun Cassinelli, nessun D'Alia, nessuna Carlucci e nessun altro che possa fermarci. La Rete è e resterà libera dalle mani di questo malaffare politico che imperversa da destra e da sinistra e che fa ribrezzo a tutte le democrazie europee e non, come dimostrano i loro giornali quando parlano del nostro Paese. Sotto di voi ci sono 4 video che tra satira, tristezza per le parole espresse ed informazione hanno tutti un comune minimo denominatore: la Verità! Non a caso scritta con la V maiuscola come a rivestirsi di più importanza o come un Vaffanculo che esce spontaneo dal cuore per questa gente che fa solo i propri giochi sporchi, non rappresentando più nessuno. Io mi auguro che spendiate un quarto d'ora di una delle vostre prossime giornate per guardare questi video e riflettere. Non smettete mai di usare la vostra testa anche se tentano tutti i giorni di togliervela attraverso stupidate televisive ad hoc. Evviva la Rete ed evviva i blogger. Uniti siamo più forti!







sabato 21 febbraio 2009

Veltroni va via e non cambierà proprio nulla!



Veltroni se ne va e non cambierà niente. Fra un po' di tempo mi giudicherete per questa frase e vedremo se avrò sbagliato o se avrò previsto giusto. Veltroni ha dimostrato tutta la sua inconsistenza nell'affrontare quello che, sulla carta, era da subito un compito difficilissimo: guidare il Partito Riformista più grande d'Italia. Il fatto che questo partito non si sia dimostrato nemmeno per un po' Riformista è un ulteriore punto a sfavore di questa presunta leadership. Caro Veltroni la tua fine era segnata da tempo. Quante volte la gente che ti incontrava per strada ti diceva: "ma voi del PD non parlate mai?". E tu rispondevi loro che la politica doveva essere nuova e rinnovata, basta con gli scontri ideologici, basta con le logiche vecchie della partitocrazia italiana. Te le ricordi queste parole Walter? Sembrano di secoli fa, vero, e invece non sono nemmeno di un anno fa, perché nemmeno più di un anno sei durato. La tua fine, caro Walter, era segnata da tempo, perché quando Di Pietro andava in Piazza e trovava molte più bandiere del PD rispetto a quelle dell'IDV tu dicevi che la Piazza non era il modo giusto di fare opposizione. E nel frattempo Di Pietro saliva, saliva, saliva (sale, sale, sale) e tu giù, giù, giù nell'appeal popolare. Era questo il modo di capire la gente? Era questo (ed è questo) il modo di fare opposizione? Era questo il modo di affrontare il "Lodo salva Rete4", il "Lodo Alfano", la "Tassa su Sky e non su Mediaset Premium", la defraudazione dei poteri del Parlamento,  la crisi economica e tanto altro ancora? Lascia perdere il fatto, Walter, che Berlusconi continua ad usare i soldi statali per fare propaganda elettorale. Se tu fossi stato qualche volta un leader con le palle lo avresti battuto più volte. Valium Prodi lo ha battuto due volte e tu bello pimpante e giovanile non sei stato capace di vincere mai? Potevi scegliere il rinnovamento della classe dirigente e non l'hai fatto e non lo farà chi verrà dopo di te, potevi scegliere di "parlare" e denunciare gli abusi di potere di questo governo e non l'hai fatto e non lo farà chi verrà dopo di te, potevi costruire un partito riformista e federale e non l'hai fatto e non lo farà chi verrà dopo di te... E sai perché nessuno lo farà dopo di te? Perché tu e il tuo Partito non siete credibili e non rappresentate nemmeno lontanamente un rinnovamento della politica italiana. In tre giorni 125.000 italiani hanno votato sul sito di Repubblica e tra 19 (dico DICIANNOVE) candidati votabili per la tua successione, caro Walter, la maggioranza ha scelto il ventesimo, ossia "IL VOLTO NUOVO". C'è un volto nuovo lì nel PD? Lo avete questo jolly nella manica? Ecco perché ti dico che potevi scegliere di fare qualcosa ma non hai mai scelto e nessuno sceglierà dopo di te. In verità, una cosa hai deciso di farla e ti è riuscita di una meraviglia, caro Walter, che non hai idea: ti sei aggiunto alla numerosa schiera degli zerbini del Presidente del Consiglio e, cosa ancor peggiore, hai denunciato più volte chi non ha mai accettato di diventarlo come te... E intanto scendevi, scendevi, scendevi. Ti sei accorto ora, caro Veltroni, che il tuo castello non è caduto... non è mai stato costruito? Ti sei accorto ora che la gente scesa in Piazza per firmare e protestare non era un'anomalia da combattere ma era solamente la democrazia che coglieva il suo punto massimo di significato? Ti sei accorto in questo periodo che non sei mai stato un leader? Riflettici, caro Walter, e invece di dare ora una mano a quel Partito mai nato e che non nascerà nemmeno in questi giorni, finisci il tuo mandato e ritirati dalla politica. A quel punto, forse, un vero (seppur piccolo) cambiamento ci sarà davvero nel Partito dello skipper D'Alema, di Mr. 5 legislature Fassino, di baciatrice Finocchiaro e compagnia bella che tu hai mantenuto sempre in vita. 

P.S.: Vi invito ad iscrivervi al gruppo Teo News Blog in Facebook, ma ancor di più vi invito ad iscrivervi subito a NetworkedBlogs. Uniti siamo più forti e possiamo far sentire la nostra voce in più parti. Accetto ben volentieri inviti anche per le pagine dei vostri blog! Forza! 

sabato 14 febbraio 2009

Internet libero in Stato libero!

Molto spesso parlando di politica ci concentriamo sui grossi partiti e su quello che ormai ne è restato di questi ultimi. L'Italia però non è mai banale nella sua classe dirigente, anche nei partiti meno votati, ed è in grado di vomitare sempre nuove figure allarmanti. Mi riferisco all'UDC e a questo Sen. D'Alia che spunta fuori dal mucchio così all'improvviso. Ormai tutti sanno che l'UDC non è il Partito di Casini, che peraltro ha in casa Caltagirone per cui non uno stinco di santo, ma è il Partito di Cuffaro Salvatore, ex Presidente della Regione Sicilia e condannato in primo grado a 5 anni di reclusione per favoreggiamento semplice a Cosa Nostra più interdizione perpetua dai pubblici uffici nel processo delle "talpe" alla Dda di Palermo, è pure il Partito di Cesa Lorenzo: latitante per 2 giorni nel 1993 e poi consegnatosi spontaneamente ai magistrati per scontare un periodo d'incarcerazione e condannato in primo grado nel 2001 a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata, sentenza poi annullata in secondo grado non perché il fatto non sussisteva ma perché il Tribunale dei Ministri non poteva sostenere il ruolo accusatorio e doveva passare la palla al Gip di Roma che dichiarava gli atti "inutilizzabili" e disponeva il "non luogo a procedere". Nel frattempo, a forza di passare la palla da un posto all'altro, il reato decadeva in Prescrizione grazie ai cambiamenti della legislazione attuati dal secondo Governo Berlusconi. Non contento, Cesa nel 2006 si ritrova nuovamente indagato dalla Procura di Catanzaro per truffa e associazione per delinquere nell'inchiesta "Poseidone" di De Magistris, poi insabbiata insieme alle altre come sappiamo dalla cronaca recente. Ci fermiamo qui? Manco per sogno! E' il Partito di Naro Giuseppe, condannato con sentenza penale passata in giudicato a 6 mesi di reclusione per abuso d'ufficio nel processo per l'acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici alla cifra (modica) di 800 milioni di lire. E' il Partito di Vito Bonsignore che per meriti ora è al Parlamento Europeo e che nel 1992 ha ricevuto in Piazza Montecitorio una mazzetta di un centinaio di milioni di lire, dentro ad una scatola di cioccolatini, da parte di Zamorani, ex amministratore delegato della Metropolis (Ferrovie dello Stato). Bonsignore, peraltro, era già stato condannato in via definitiva a 2 anni per tentata corruzione in un altro processo che riguardava l'appalto dell'ospedale di Asti. Per non farsi mancare niente, ora l'eurodeputato è indagato a Milano per l'Affare Antonveneta a causa dei suoi rapporti amichevoli con il banchiere Gianpiero Fiorani. Ecco, questo è il Partito dell'UDC! Da questo OGM è fuoriuscito D'Alia che evidentemente si sentiva poco considerato dai suoi vicini di banco al Parlamento. Il Sen. suddetto ha proposto un emendamento, già passato al Senato, ad un disegno di legge del Min. Brunetta che prevede la possibilità, da parte del Ministro dell'Interno (Maroni), di oscurare internet in Italia. Oscurare internet significa blogs, significa Youtube, significa Facebook e significa tutti quei siti che commettono istigazione a delinquere o APOLOGIA di reato o che nei commenti abbiano parole riconducibili a tale reato. Nel video che pubblico, D'Alia è spudorato e non si vergogna assolutamente di nulla di quello che dice quando incalzato dal giornalista de "l'Espresso" Gilioli. Vi invito a guardarlo ed ascoltarlo attentamente, ma nel frattempo vi faccio qualche esempio. Chiunque di voi sia lettore di questo blog e abbia a sua volta un blog che fa delle denunce sa che ci si può imbattere in Rete con persone che non la pensano nello stesso modo o che fanno apposta ad andarti contro. Se passa l'emendamento pure alla Camera accade che, se queste persone si limitano a dissentire tranquillamente è tutto ok, se invece usano parole volgari (apologia di reato magari nei confronti del web master) per dissentire dall'articolo, il blog coinvolto è punibile con la chiusura. Finché tutto ciò riguarda i blog "piccoli", che hanno un web master che può controllare tutti i commenti e cancellare eventualmente i non consoni, ce la si può pure fare a resistere e lo si fa già, ma chi ha un blog grande e non riesce a leggere tutti i commenti come fa? Le opzioni sono due: o si filtrano i commenti e allora passeranno solo quelli comodi al proprietario, chiunque esso sia, oppure nella maggior parte dei casi non si filtreranno e si assisterà all'assedio di tutti quei falchi, quei faccendieri, quei servizi deviati che si divertono ad entrare anonimamente nei blog per scrivere di tutto e di più al fine di far chiudere apposta quello spazio di libertà. Personalmente a me è capitato molte volte di entrare da Grillo, da Travaglio, da Piero Ricca, da Di Pietro, da Mastella (a suo tempo era divertentissimo) e trovare commenti poco consoni, che offendono e che istigano a delinquere ma è la libertà della Rete. E pure per Facebook e Youtube vale la stessa cosa: tutti i gruppi e i video che inneggiano alla Mafia sono da condannare, ma vogliamo oscurare un intero portale solo per degli imbecilli? E se questi imbecilli fossero mandati ad arte dentro a specifici blog o portali? Si manda la polizia ad arte in certe piazze dove ci sono ragazzi delle superiori che manifestano, vuoi che non si riesca a mandare qualche furbo dentro ai blog e ai portali? Non si potrà mai bloccare l'ignoranza e la stupidità di alcuni soggetti, ma li si può sicuramente ignorare ed emarginare usando la testa e ragionando. Invece qui ci vogliono togliere pure la possibilità di ragionare. Voglio ricordare, inoltre, al Sen. D'Alia che esiste già il reato di offesa ed il reato penale di istigazione a delinquere punibili entrambi dalla Magistratura. A cosa serve, dunque, questo emendamento? Perché lo promuove lei questo emendamento, Signor Senatore, che non sappiamo chi sia e non lo fa promuovere, ad esempio, a Casini? Vuole forse farci pensare che, a causa della sua poca fama, ha tentato di far passare sotto silenzio il provvedimento come ha fatto Ricardo Levi a suo tempo? Come mai lo promuove lei che fa parte di questo UDC ricco di persone con la fedina penale sporca? Lo fa perché così si evitano di creare gruppi in Facebook a favore di Cuffaro o Cesa (che buonanima che sarebbe) o la fa perché forse ha capito che al di fuori delle televisioni sappiamo veramente chi sono i suoi vicini di scranno e ha paura che li denunciamo liberamente nei nostri spazi in internet? Che ne dice di fare un passo indietro come l'ha fatto il mandante Levi quando è stato beccato spudoratamente dalla Rete con le mani nella marmellata? E' ancora in tempo, mi creda, sennò rischia nel breve termine di dover promuovere un emendamento a favore della sicurezza dei Parlamentari perché la gente non ne può veramente più di voi.

P.S.: A tal proposito ho creato in Facebook un gruppo Teo News Blog, raggiungibile cliccando qui e raggiungibile cliccando il link a destra e in alto nella sezione "Contattami". Uniti siamo più forti e non facciamoci fermare mai. Iscrivetevi!! Grazie.

mercoledì 21 gennaio 2009

Obama è il 44th Presidente degli USA!



Ecco a voi il discorso di insediamento di Obama come Presidente degli Stati Uniti d'America tradotto in italiano e trovato sul sito del Corriere della Sera (qui). Tradurre 20 minuti di discorso sarebbe stata impresa ardua per me e nemmeno il tempo a disposizione sta dalla mia parte. Per chi conosca bene l'inglese linko il video del discorso, che comunque rappresenta un momento storico a prescindere e quindi consiglio di guardarlo lo stesso. Per chi capisca l'inglese ma ha difficoltà a capire tutto dal video, linko questa pagina che vi permette di leggere il testo del discorso di Obama in versione originale ed integrale. Evviva Obama!

Discorso di Obama come 44th Presidente degli USA:

Concittadini, oggi sono qui di fronte a voi con umiltà di fronte all'incarico, grato per la fiducia che avete accordato, memore dei sacrifici sostenuti dai nostri antenati. Ringrazio il presidente Bush per il suo servizio alla nostra nazione, come anche per la generosità e la cooperazione che ha dimostrato durante questa transizione.

Sono quarantaquattro gli americani che hanno giurato come presidenti. Le parole sono state pronunciate nel corso di maree montanti di prosperità e in acque tranquille di pace. Ancora, il giuramento è stato pronunciato sotto un cielo denso di nuvole e tempeste furiose. In questi momenti, l'America va avanti non semplicemente per il livello o per la visione di coloro che ricoprono l'alto ufficio, ma perché noi, il popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati, e alla verità dei nostri documenti fondanti. Così è stato. Così deve essere con questa generazione di americani.

Che siamo nel mezzo della crisi ora è ben compreso. La nostra nazione è in guerra, contro una rete di vasta portata di violenza e odio. La nostra economia è duramente indebolita, in conseguenza dell'avidità e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche del nostro fallimento collettivo nel compiere scelte dure e preparare la nazione a una nuova era. Case sono andate perdute; posti di lavoro tagliati, attività chiuse. La nostra sanità è troppo costosa, le nostre scuole trascurano troppi; e ogni giorno aggiunge un'ulteriore prova del fatto che i modi in cui usiamo l'energia rafforzano i nostri avversari e minacciano il nostro pianeta.

Questi sono indicatori di crisi, soggetto di dati e di statistiche. Meno misurabile ma non meno profondo è l'inaridire della fiducia nella nostra terra: la fastidiosa paura che il declino dell'America sia inevitabile, e che la prossima generazione debba ridurre le proprie mire. Oggi vi dico che le sfide che affrontiamo sono reali. Sono serie e sono molte. Non saranno vinte facilmente o in un breve lasso di tempo. Ma sappi questo, America: saranno vinte. In questo giorno, ci riuniamo perché abbiamo scelto la speranza sulla paura, l'unità degli scopi sul conflitto e la discordia. In questo giorno, veniamo per proclamare la fine delle futili lagnanze e delle false promesse, delle recriminazioni e dei dogmi logori, che per troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.

Rimaniamo una nazione giovane, ma, nelle parole della Scrittura, il tempo è venuto di mettere da parte le cose infantili. Il tempo è venuto di riaffermare il nostro spirito durevole; di scegliere la nostra storia migliore; di riportare a nuovo quel prezioso regalo, quella nobile idea, passata di generazione in generazione: la promessa mandata del cielo che tutti sono uguali, tutti sono liberi, e tutti meritano una possibilità per conseguire pienamente la loro felicità.

Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, capiamo che la grandezza non va mai data per scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie o di ribassi. Non è stato un sentiero per i deboli di cuore, per chi preferisce l’ozio al lavoro, o cerca solo i piaceri delle ricchezze e della celebrità. E’ stato invece il percorso di chi corre rischi, di chi agisce, di chi fabbrica: alcuni celebrato ma più spesso uomini e donne oscuri nelle loro fatiche, che ci hanno portato in cima a un percorso lungo e faticoso verso la prosperità e la libertà.

Per noi hanno messo in valigia le poche cose che possedevano e hanno traversato gli oceani alla ricerca di una nuova vita.

Per noi hanno faticato nelle fabbriche e hanno colonizzato il West; hanno tollerato il morso della frusta e arato il duroterreno.

Per noi hanno combattuto e sono morti in posti come Concord e Gettysburg, la Normandia e Khe Sahn.

Ancora e ancora questi uomini e queste donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato fino ad avere le mani in sangue, perché noi potessimo avere un futuro migliore. Vedevano l’America come più grande delle somme delle nostre ambizioni individuali, più grande di tutte le differenze di nascita o censo o partigianeria.

Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo il paese più prosperoso e più potente della Terra. I nostri operai non sono meno produttivi di quando la crisi è cominciata. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari della settimana scorsa o del mese scorso o dell’anno scorso. Le nostre capacità rimangono intatte. Ma il nostro tempo di stare fermi, di proteggere interessi meschini e rimandare le decisioni sgradevoli, quel tempo di sicuro è passato. A partire da oggi, dobbiamo tirarci su, rimetterci in piedi e ricominciare il lavoro di rifare l’America.

Perché ovunque guardiamo, c’è lavoro da fare. Lo stato dell’economia richiede azioni coraggiose e rapide, e noi agiremo: non solo per creare nuovi lavori ma per gettare le fondamenta della crescita. Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche, le linee digitali per nutrire il nostro commercio e legarci assieme. Ridaremo alla scienza il posto che le spetta di diritto e piegheremo le meraviglie della tecnologia per migliorare le cure sanitarie e abbassarne i costi. Metteremo le briglie al sole e ai venti e alla terra per rifornire le nostre vetture e alimentare le nostre fabbriche. E trasformeremo le nostre scuole e i college e le università per soddisfare le esigenze di una nuova era. Tutto questo possiamo farlo. E tutto questo faremo.

Ci sono alcuni che mettono in dubbio l’ampiezza delle nostre ambizioni, che suggeriscono che il nostro sistema non può tollerare troppi piani grandiosi. Hanno la memoria corta. Perché hanno dimenticato quanto questo paese ha già fatto: quanto uomini e donne libere possono ottenere quando l’immaginazione si unisce a uno scopo comune, la necessità al coraggio.

Quello che i cinici non riescono a capire è che il terreno si è mosso sotto i loro piedi, che i diverbi politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non hanno più corso. La domanda che ci poniamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funziona: se aiuta le famiglie a trovare lavori con stipendi decenti, cure che possono permettersi, una pensione dignitosa. Quando la risposta è sì, intendiamo andare avanti. Quando la risposta è no, i programmi saranno interrotti. E quelli di noi che gestiscono i dollari pubblici saranno chiamati a renderne conto: a spendere saggiamente, a riformare le cattive abitudini, e fare il loro lavoro alla luce del sole, perché solo allora potremo restaurare la fiducia vitale fra un popolo e il suo governo.

Né la domanda è se il mercato sia una forza per il bene o per il male. Il suo potere di generare ricchezza e aumentare la libertà non conosce paragoni, ma questa crisi ci ha ricordato che senza occhi vigili, il mercato può andare fuori controllo, e che un paese non può prosperare a lungo se favorisce solo i ricchi. Il successo della nostra economia non dipende solo dalle dimensioni del nostro prodotto interno lordo, ma dall’ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di ampliare le opportunità a ogni cuore volonteroso, non per beneficenza ma perché è la via più sicura verso il bene comune.

Per quel che riguarda la nostra difesa comune, respingiamo come falsa la scelta tra la nostra sicurezza e i nostri ideali. I Padri Fondatori, di fronte a pericoli che facciamo fatica a immaginare, prepararono un Carta che garantisse il rispetto della legge e i diritti dell’uomo, una Carta ampliata con il sangue versato da generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo e non vi rinunceremo in nome del bisogno. E a tutte le persone e i governi che oggi ci guardano, dalle capitali più grandi al piccolo villaggio in cui nacque mio padre, dico: sappiate che l’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che cerca un futuro di pace e dignità, e che siamo pronti di nuovo a fare da guida.

Ricordate che le generazioni passate sconfissero il fascismo e il comunismo non solo con i carri armati e i missili, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Capirono che la nostra forza da sola non basta a proteggerci, né ci dà il diritto di fare come ci pare. Al contrario, seppero che il potere cresce quando se ne fa un uso prudente; che la nostra sicurezza promana dal fatto che la nostra causa giusta, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell’umiltà e della moderazione.

Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta da questi principi, possiamo affrontare quelle nuove minacce che richiedono sforzi ancora maggiori e ancora maggior cooperazione e comprensione fra le nazioni. Inizieremo a lasciare responsabilmente l’Iraq al suo popolo, e a forgiare una pace pagata a caro prezzo in Afghanistan. Insieme ai vecchi amici e agli ex nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e allontanare lo spettro di un pianeta surriscaldato. Non chiederemo scusa per la nostra maniera di vivere, né esiteremo a difenderla, e a coloro che cercano di ottenere i loro scopi attraverso il terrore e il massacro di persone innocenti, diciamo che il nostro spirito è più forte e non potrà essere spezzato. Non riuscirete a sopravviverci, e vi sconfiggeremo.

Perché sappiamo che il nostro multiforme retaggio è una forza, non una debolezza: siamo un Paese di cristiani, musulmani, ebrei e indù - e di non credenti; scolpiti da ogni lingua e cultura, provenienti da ogni angolo della terra. E dal momento che abbiamo provato l’amaro calice della guerra civile e della segregazione razziale, per emergerne più forti e più uniti, non possiamo che credere che odii di lunga data un giorno scompariranno; che i confini delle tribù un giorno si dissolveranno; che mentre il mondo si va facendo più piccolo, la nostra comune umanità dovrà venire alla luce; e che l’America dovrà svolgere un suo ruolo nell’accogliere una nuova era di pace.

Al mondo islamico diciamo di voler cercare una nuova via di progresso, basato sull’interesse comune e sul reciproco rispetto. A quei dirigenti nel mondo che cercano di seminare la discordia, o di scaricare sull’Occidente la colpa dei mali delle loro società, diciamo: sappiate che il vostro popolo vi giudicherà in base a ciò che siete in grado di costruire, non di distruggere. A coloro che si aggrappano al potere grazie alla corruzione, all’inganno, alla repressione del dissenso, diciamo: sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che siamo disposti a tendere la mano se sarete disposti a sciogliere il pugno.

Ai popoli dei Paesi poveri, diciamo di volerci impegnare insieme a voi per far rendere le vostre fattorie e far scorrere acque pulita; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quei Paesi che come noi hanno la fortuna di godere di una relativa abbondanza, diciamo che non possiamo più permetterci di essere indifferenti verso la sofferenza fuori dai nostri confini; né possiamo consumare le risorse del pianeta senza pensare alle conseguenze. Perché il mondo è cambiato, e noi dobbiamo cambiare insieme al mondo.

Volgendo lo sguardo alla strada che si snoda davanti a noi, ricordiamo con umile gratitudine quei coraggiosi americani che in questo stesso momento pattugliano deserti e montagne lontane. Oggi hanno qualcosa da dirci, così come il sussurro che ci arriva lungo gli anni dagli eroi caduti che riposano ad Arlington: rendiamo loro onore non solo perché sono custodi della nostra libertà, ma perché rappresentano lo spirito di servizio, la volontà di trovare un significato in qualcosa che li trascende. Eppure in questo momento - un momento che segnerà una generazione - è precisamente questo spirito che deve animarci tutti.

Perché, per quanto il governo debba e possa fare, in definitiva sono la fede e la determinazione del popolo americano su cui questo Paese si appoggia. E’ la bontà di chi accoglie uno straniero quando le dighe si spezzano, l’altruismo degli operai che preferiscono lavorare meno che vedere un amico perdere il lavoro, a guidarci nelle nostre ore più scure. E’ il coraggio del pompiere che affronta una scala piena di fumo, ma anche la prontezza di un genitore a curare un bambino, che in ultima analisi decidono il nostro destino.

Le nostre sfide possono essere nuove, gli strumenti con cui le affrontiamo possono essere nuovi, ma i valori da cui dipende il nostro successo - il lavoro duro e l’onestà, il coraggio e il fair play, la tolleranza e la curiosità, la lealtà e il patriottismo - queste cose sono antiche. Queste cose sono vere. Sono state la quieta forza del progresso in tutta la nostra storia. Quello che serve è un ritorno a queste verità. Quello che ci è richiesto adesso è una nuova era di responsabilità - un riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo doveri verso noi stessi, verso la nazione e il mondo, doveri che non accettiamo a malincuore ma piuttosto afferriamo con gioia, saldi nella nozione che non c’è nulla di più soddisfacente per lo spirito, di più caratteristico della nostra anima, che dare tutto a un compito difficile.

Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza.

Questa è la fonte della nostra fiducia: la nozione che Dio ci chiama a forgiarci un destino incerto. Questo il significato della nostra libertà e del nostro credo: il motivo per cui uomini e donne e bambine di ogni razza e ogni fede possono unirsi in celebrazione attraverso questo splendido viale, e per cui un uomo il cui padre sessant’anni fa avrebbe potuto non essere servito al ristorante oggi può starvi davanti a pronunciare un giuramento sacro.

E allora segnamo questo giorno col ricordo di chi siamo e quanta strada abbiamo fatto. Nell’anno della nascita dell’America, nel più freddo dei mesi, un drappello di patrioti si affollava vicino a fuochi morenti sulle rive di un fiume gelato. La capitale era abbandonata. Il nemico avanzava, la neve era macchiata di sangue. E nel momento in cui la nostra rivoluzione più era in dubbio, il padre della nostra nazione ordinò che queste parole fossero lette al popolo: “Che si dica al mondo futuro... Che nel profondo dell’inverno, quando nulla tranne la speranza e il coraggio potevano sopravvivere... Che la città e il paese, allarmati di fronte a un comune pericolo, vennero avanti a incontrarlo”.

America. Di fronte ai nostri comuni pericoli, in questo inverno delle nostre fatiche, ricordiamoci queste parole senza tempo. Con speranza e coraggio, affrontiamo una volta ancora le correnti gelide, e sopportiamo le tempeste che verranno. Che i figli dei nostri figli possano dire che quando fummo messi alla prova non ci tirammo indietro né inciampammo; e con gli occhi fissi sull’orizzonte e la grazia di Dio con noi, portammo avanti quel grande dono della libertà, e lo consegnammo intatto alle generazioni future.

Grazie. Dio vi benedica e Dio benedica gli Stai Uniti d'America.

venerdì 28 novembre 2008

Uniti per l'approvazione di "Parlamento Pulito"!

E' notizia di poche settimane fa che le firme raccolte per il V2-Day non sono valide, in quanto insufficienti. Come vi ricordate il V2-Day è stata la giornata in cui Grillo ha proposto la raccolta di firme da parte dei cittadini italiani per 3 Referendum Abrogativi: 1) Abolizione del finanziamento pubblico all'editoria 2) Abolizione dell'Ordine dei Giornalisti 3) Abolizione della Legge Gasparri sul sistema radio-televisivo italiano. Per ogni proposta di Referendum la Costituzione afferma che sono necessarie 500.000 firme valutabili ed autenticabili. Le firme sarebbero state sufficienti secondo coloro che le hanno raccolte ed inviate a ciascun Comune per la validazione. La validità ultima, però, è stabilita dalla Corte di Cassazione che ha pronunciato il suo no pochi giorni fa. Molto probabilmente il problema sta nella metodologia di raccolta che risulterebbe errata, anche se le malelingue sostengono che la Cassazione ha cercato un espediente per non far approvare il numero. Da questo blog è sempre partito un forte sostegno agli organi di Giustizia, per cui anche in questo caso sono sicuro che chi è stato chiamato a giudicare la validità delle firme l'ha fatto in buona fede, semplicemente eseguendo il proprio lavoro nella più grande trasparenza possibile. Resta il fatto, però, che di firme valide e già approvate dalla Cassazione ne esistono e queste sono parcheggiate in Senato, precisamente in Commissione Permanente Affari Costituzionali. Esse riguardano la Legge Popolare per un "Parlamento Pulito" raccolte durante il primo V-Day. Queste firme sono veritiere e sono la risposta concreta della gente che vuole pulizia nella politica italiana. Anche questa legge prevede 3 punti: 1) Incandidabilità per i condannati in via definitiva 2) Ritorno alle preferenze, quindi alla decisione di chi vogliamo sia il nostro rappresentante 3) Limite di due mandati per i Parlamentari. All'indomani del primo V-Day, molte sono state le critiche ma molte sono state anche le parole incoraggianti della classe politica che ha raccolto l'invito di cambiare profondamente dal di dentro, partendo per lo meno da una cosa fondamentale che è quella di non candidare i condannati. Promessa questa mai mantenuta, ovviamente, considerando che attualmente risiedono in Parlamento 18 condannati in via definitiva, più un'altra sessantina di parlamentari condannati in primo e secondo grado. E sì che gli elettori nell'ultima tornata elettorale sono stati abbastanza chiari con i politici: da 15 Partiti siamo finiti a 5, con un netto spostamento verso le fila dell'Italia dei Valori e della Lega che raccolgono a sé maggiormente la protesta che dal primo V-Day è partita formalmente. Il cambiamento, dunque, non lo vogliono solo le 350.000 persone e più scese in Piazza una volta per firmare per un "Parlamento Pulito", ma lo vogliono anche i milioni di elettori che sono andati a votare e hanno deciso di premiare i Partiti più vicini alla gente. Come mai allora questa legge non si fa? Scherzano con il fuoco questi finti rappresentanti perché la gente è stufa di questo loro comportamento supponente. La maggioranza non può avere scuse del tipo che ci sono problemi più gravi da affrontare, dato che ha passato i primi mesi di Legislatura a fare leggi ad personam per Berlusconi e la minoranza del PD scuse nemmeno ne trova perché tanto non parla a prescindere per cui... Gli unici presenti sembrerebbero essere i Parlamentari dell'IDV che, oltre ad avere un'idea di cosa sia la Rete e ciò male non fa, parlano e denunciano pubblicamente le magagne del potere, tra cui possiamo tranquillamente metterci la non promulgazione ad hoc della legge "Parlamento Pulito". Fortunatamente due di loro sono in Commissione Affari Costituzionali e sono il Sen. Belisario e il Sen. Pardi i quali hanno deciso di rispondere all'appello di Grillo attraverso la Rete con un video. Pubblico questi video qui sotto, sperando che più persone possibili ne possano cogliere il significato profondo di cambiamento che si potrebbe avere già da domani se si volesse. Sosteniamo questi parlamentari e sosteniamo questa proposta di Legge Popolare. Uniti siamo più forti!





P.S.: Nel mio piccolo, sono contento di essere tra i primi "Free Blogger" ad essere presenti nel Blog di Grillo (qui). Da oggi, cliccando sulle foto si apre il link di ogni blog, per cui è come se avessi fatto uno scambio di link con il blog più importante in Italia e questa è una piccola soddisfazione personale.